L’Italia vista da Marione – parte 2

Continua la carrellata di vignette satiriche, nelle quali Mario Improta, in arte “Marione”, descrive le varie fasi e i principali eventi, che caratterizzano lo scenario politico italiano

Bob vs Rousseau
Bob vs Rousseau
Renzi vs Renzi
Renzi vs Renzi
Scandalo Consip
Scandalo Consip
scandalo Consip
scandalo Consip
Lotti Verdini Consip
Lotti Verdini Consip
il ritorno di Renzi
il ritorno di Renzi
Renzi il Maradona del PD
Renzi il Maradona del PD
il ritorno di Berlusconi
il ritorno di Berlusconi
Lotti e Minzolini
Lotti e Minzolini
Alfano fonda il nuovo partito
Alfano fonda il nuovo partito
le certezze di Alfano
le certezze di Alfano
proposta parificazione pensioni
proposta parificazione pensioni
Cicchitto e i privilegi
Cicchitto e i privilegi
Freniamo le interettazioni
Freniamo le interettazioni
Alfano e Salvini alleati in Liguria
Alfano e Salvini alleati in Liguria
Fazio e il tetto stipendi RAI
Fazio e il tetto stipendi RAI
Poletti e il Calcetto
Poletti e il Calcetto
Tesi di Laurea della Madia
Tesi di Laurea della Madia
Boschi rifiuta 61 milioni alla Appendino
Boschi rifiuta 61 milioni alla Appendino

il Tg1 censura il sindaco di Roma! Chiediamo a gran voce il licenziamento di Mario Orfeo

il Tg1 censura il sindaco di Roma Virgina Raggi

A mio parere, quanto accaduto ieri, è semplicemente l’ulteriore conferma che il principale canale di informazione italiano, il TG1, è assoggettato a logiche di potere che hanno, come obiettivo, esclusivamente gli interessi beceri dei potentati economici, banche, lobbies e multinazionali, che determinano le politiche dei paesi europei, costringendoli ad adottare politiche fondate su folli criteri di austerity e privilegiando esclusivamente i loro sporchi interessi.
Tutto questo ha generato governi fantocci, con a capo burattini senza spina dorsale, che obbediscono supinamente agli ordini dettati, di volta in volta, dalla Merkel di turno.
L’Europa, intesa come un unione di stati e non come comitati di affari, banche e lobbies, era quella immaginata dai nostri padri fondatori, uomini come Alcide De Gasperi e Altiero Spinelli si rivolterebbero nella tomba, di fronte al degrado sociale in cui versano milioni di cittadini europei.
Il discorso del sindaco di Roma, la nostra Virginia Raggi, ha dato nuovamente un senso ai veri ideali europei, quelli che bisognerebbe perseguire per privilegiare i popoli invece che la finanza. Cito un passaggio, per me cruciale, del discorso pronunciato ieri da Virginia Raggi di fronte ai 27 capi di governo:
“I cittadini devono essere messi al centro del potere decisionale.
Le politiche non devono essere imposte dall’alto, ma rappresentare la volontà popolare, introducendo strumenti di democrazia diretta e partecipata.
Vanno tenute in conto le attese dei cittadini.
L’Europa o è dei cittadini o non è Europa.
Alcuni trattati, come il Regolamento di Dublino, vanno rivisti.
Un’unione soltanto economica non può durare.”
Questo breve passaggio, racchiude in se, affermazioni equiparabili a sonore sberle, o almeno percepite come tali, da alcuni dei presenti, una su tutti, la cancelliera Tedesca Anghela Merkel, che, con arroganza estrema, ha preferito allontanarsi dal gruppo, esprimendo, in tal modo, la sua totale insofferenza verso queste nobili affermazioni e dimostrando una maleducazione estrema nei confronti del primo cittadino della capitale d’Italia.

TG1 Virginia Raggi riceve Anghela Merkel
Virginia Raggi riceve Anghela Merkel

Fatti del genere, avrebbero dovuto scatenare indignazione, sopratutto nei vertici istituzionali del nostro governo, ma ciò non è accaduto. Non una parola su tali fatti, non una condanna, non un gesto di solidarietà finora pervenuto. Se a qualcuno tutto questo sta bene, solo perchè il destinatario di tali atteggiamenti, di estrema superficialità e maleducazione, si chiama Virginia Raggi e milita nella schiera del Movimento 5 Stelle, vi dico vergognatevi, non siete degni di chiamarvi Italiani con la I maiuscola e in particolar modo voglio dire Vergogna al direttore del TG1 Mario Orfeo, che ha interrotto un momento, così alto per il nostro paese, per trasmettere alcuni spot pubblicitari. Seguendo l’invito di Beppe Grillo e di altri esponenti del Movimento 5 Stelle, ho promosso l’hashtag lanciato ieri #LicenziareOrfeo, lanciando una petizione su Change, per chiedere, ai vertici di Viale Mazzini, il licenziamento del direttore del TG1 per i fatti accaduti ieri. clicca per firmare la petizione
Rinnovo la mia solidarietà a Virginia Raggi, elogiandola per il discorso di ieri, che ho provveduto a stampare su pergamena per appenderlo, in bella vista, affinchè i miei figli possano comprendere i veri valori che sono alla base dell’Unione Europea, quella che desidero gli venga consegnata dalla nostra generazione.

by Roberto Mottola @VoglioFatti

indagati e arrestati del PD – Tutti i nomi e i reati contestati

Politici indagati e arrestati del PD crescono di giorno in giorno!

indagati e arrestati del Partito Democratico

indagati e arrestati del PD #TRIVELLOPOLI
Federica Guidi, ex Ministro del Governo PD, citata nell’inchiesta;
Maria Elena Boschi, Ministro per i Rapporti con il Parlamento, citata nell’inchiesta
Graziano Delrio, Ministro Infrastrutture (Governo – Pd), citato nell’inchiesta
Claudio De Vincenti, Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio (Pd), citato nell’inchiesta
Marcello Pittella, Presidente della Regione Basilicata (Pd), citato nell’inchiesta
Paolo Quinto, Capo della segreteria di Anna Finocchiaro, senatrice del Pd, citato nell’inchiesta
Vito De Filippo, Sottosegretario alla Salute, indagato per induzione indebita
Vincenzo Robortella, Consigliere regionale PD, indagato
Rosaria Vicino, ex Sindaco del Comune di Corleto Perticara, agli arresti domiciliari
Giambattista Genovese, ex Vice sindaco del Comune di Corleto Perticara, sottoposto a misura cautelare.

indagati e arrestati del PD #GOMORRAPD
Stefano Graziano, consigliere Regione Campania e Presidente PD Campania, indagato per concorso esterno in associazione mafiosa;
Biagio Di Muro, ex sindaco di Santa Maria Capua Vetere (eletto con l’appoggio del PD), arrestato per corruzione aggravata.

indagati e arrestati del PD #MAFIACAPITALE
Pierpaolo Pedetti, consigliere comunale e presidente della commissione Patrimonio, arrestato con l’accusa di corruzione aggravata
Mirko Coratti, ex presidente del consiglio comunale, arrestato
Daniele Ozzimo, ex assessore alla Casa, arrestato
Andrea Tassone, del Pd, ex presidente del X Municipio, ai domiciliari

GLI ALTRI ESPONENTI DEL PD SOTTO ACCUSA (dal Fatto Quotidiano del 22 aprile 2016)

Piemonte:
Daniele Valle, consigliere regionale, ha patteggiato sei mesi per lo scandalo firme false.
Rocco Fiorio, indagato nell’inchiesta sulle “giunte fantasma”
Paola Bragantini, deputata PD, indagata per truffa aggravata.
Andrea Stara (compagno della Bragantini) indagato per peculato nell’ambito dei rimborsi regionali.
Giovanni Corgnati, consigliere regionale Piemonte, a processo per falso ideologico
Davide Sandalo, ex presidente del Consiglio comunale di Casale Monferrato (Alessandria), sotto processo per concussione per induzione.
Maura Forte, sindaco di Vercelli, a processo per falso ideologico
Giuseppe Grieco, ex vicesindaco Verbania, indagato per irregolarità alle elezioni
Diego Brignoli, ex presidente del Consiglio comunale Verbania, indagato per irregolarità alle elezioni

Lombardia:
Tiziano Butturini, ex sindaco di Trezzano sul Naviglio, arrestato per corruzione
Filippo Penati, accusato di corruzione e concussione (prescritto).
Luca Gaffuri, capogruppo in regione, rinviato a giudizio per l’inchiesta spese pazze
Carlo Spreafico, consigliere regionale, condannato a 2 anni
Angelo Costanzo, consigliere regionale, condannato a 1 anno e 6 mesi
Luigi Addisi, ex consigliere comunale, arrestato nel 2014 per riciclaggio e abuso d’ufficio con l’aggravante di aver favorito la ’ndrangheta.
Massimo D’Avolio indagato per abuso d’ufficio
Gianpietro Ballardin, sindaco di Brenta indagato a piede libero per favoreggiamento e falso.
Mario Lucini, sindaco di Como, indagato per violazione alle norme edilizie e turbativa d’asta
Maria Rosa Belotti, Sindaco di Pero, indagata per abuso d’ufficio

Liguria:
Antonino Miceli consigliere regionale, rinviato a giudizio per peculato e falso
Marta Vincenzi, ex sindaco di Genova imputata per omicidio colposo, disastro colposo, falso e calunnia.
Raffaella Paita, indagata per omicidio e disastro colposo
Franco Bonanini condannato a 7 anni e dieci mesi per vari reati

Veneto:
Giorgio Orsoni, ex sindaco di Venezia, è imputato di finanziamento illecito ai partiti.
Giampietro Marchese, tesoriere del Pd, indagato per finanziamento illecito ai partiti

Emilia Romagna:
Marcella Zappaterra, ex presidente Provincia di Ferrara, Condannata per danno erariale (dovrà risarcire la somma di 53.851€ allo stato)
Marco Monari, indagato per peculato
Damiano Zoffoli, europarlamentare, indagato per truffa e peculato
Andrea Gnassi, sindaco di Rimini, accusato di associazione a delinquere e truffa
Virginio Merola, sindaco di Bologna, indagato per omissione d’atti d’ufficio,

Toscana:
Gianni Biagi, ex assessore comunale di Firenze, condannato a due anni e mezzo per corruzione
Graziano Cioni, ex assessore alla sicurezza, condannato a un anno e mezzo
Alberto Formigli, ex capogruppo Pd in Consiglio comunale di Firenze: condannato a tre anni e 9 mesi per corruzione e peculato.
Leonardo Domenici. ex sindaco di Firenze, condannato a un anno e mezzo per omicidio colposo
Bruno Valentini, sindaco di Siena, indagato per falso in atto pubblico, abuso di ufficio e truffa.
Alessandro Cosimi, ex sindaco di Livorno indagato per vari reati
Bruno Picchi, ex vicesindaco di Livorno, indagato per abuso d’ufficio
Walter Nebbiai, ex assessore a Livorno, indagato per abuso d’ufficio

Lazio:
Esterino Montino, sindaco di Fiumicino, indagato per abuso d’ufficio
Giancarlo Lucherini, Bruno Astorre, Claudio Moscardelli,Francesco Scalia e Daniela Valentini, Enzo Foschi indagati per truffa e peculato
Marco Di Stefano rinviato a giudizio per abuso d’ufficio truffa e falso
Luigi Lusi, ex senatore romano del Pd, condannato a 8 anni per appropriazione indebita,
Ignazio Marino indagato per truffa ai danni del’Inps

Marche:
Gianmario Spacca, ex governatore, indagato per peculato
Vittoriano Solazzi, indagato per peculato
Angelo Sciapichetti, ex assessore, indagato per concorso in peculato

Umbria:
Leopoldo Di Girolamo, sindaco di Terni, indagato per abuso d’ufficio e favoreggiamento
Fabio Paparelli, vicegovernatore, a processo per le stabilizzazioni del personale nella Provincia.

Abruzzo:
Roberto Riga, ex vicesindaco L’Aquila, indagato per tangenti

Puglia:
Alberto Tedesco, ex assessore regionale, indagato per associazione per delinquere e corruzione
Mimmo Consale, ex sindaco di Brindisi, ai domiciliari per tangenti
Gianni Florido, ex presidente della provincia di Taranto, indagato per concussione
Michele Conserva, assessore all’ambiente, accusato di associazione a delinquere finalizzata alla concussione
Donato Pentassuglia, ex assessore, Indagato per favoreggiamento
Michele Mazzarano, consigliere regionale, sotto processo per finanziamento illecito ai partiti
Fabiano Amati, consigliere regionale, condannato per tentato abuso d’ufficio;
Gerardo De Gennaro, ex consigliere regionale, coinvolto in un’inchiesta su sei grandi opere edilizie a Bari
Ernesto Abaterusso, consigliere regionale, condannato a un anno e 6 mesi

Basilicata:
Marcello Pittella, governatore della Basilicata è imputato in Rimborsopoli, indagato per corruzione elettorale e condannato dalla Corte dei conti
Vincenzo Folino, deputato, indagato per peculato
Giuseppe Ginefra ex assessore indagato per corruzione elettorale
Federico Pace ex assessore indagato per corruzione elettorale
Vito De Filippo indagato per induzione indebita
Luca Braia. rinviato a giudizio per uso illecito di fondi regionali

Campania:
Vincenzo De Luca, governatore, imputato di associazione a delinquere e tentata concussione; abuso d’ufficio; indagato per concussione
Nello Mastursi, ’ex segretario del Governatore, indagato per corruzione per induzione
Enrico Coscioni, il consigliere per la Sanità, accusato di tentata concussione;
Franco Alfieri, il consigliere per l’Agricoltura, indagato per omissione di atti d’ufficio
Antonio Bassolino imputato di peculato.
Enrico Fabozzi, ex sindaco di Villa Literno ed ex consigliere regionale condannato in primo grado a 10 anni per concorso esterno in associazione camorristica.
Giosy Ferrandino sindaco di Ischia, sotto processo per tangenti
Giorgio Zinno (San Giorgio a Cremano), raggiunto da un avviso di conclusa indagine.

Calabria:
Sandro Principe, ex sottosegretario, arresti domiciliari per voti in cambio di appalti e posti di lavoro ai clan.
Orlandino Greco, consigliere regionale, indagato per corruzione elettorale e voto di scambio politico-mafioso
L’ex assessore regionale Nino De Gaetano, arrestato e indagato per peculato
Nicola Adamo, ex consigliere regionale, indagato per associazione a delinquere
Antonio Scalzo, ex presidente del Consiglio regionale, indagato per peculato e falso
Carlo Guccione ,ex assessore, indagato per peculato e falso
Vincenzo Ciconte, l’ex vicegovernatore indagato per peculato e falso
Michelangelo Mirabello consigliere regionale, è rinviato a giudizio per concorso in bancarotta.

Sicilia:
Mirello Crisafulli indagato per per abuso di ufficio e occupazione abusiva di suolo pubblico e condannato a due mesi per un blocco dell’autostrada Pa-Ct nel 2010
Elio Galvagno, ex deputato regionale, condannato a due mesi per un blocco dell’autostrada Pa-Ct nel 2010
Vito Daniele Cimiotta, consigliere comunale Marsala, indagato per voto di scambio
Nino Papania, deputato, a giudizio per associazione a delinquere finalizzata al voto di scambio
Gaspare Vitrano è stato condannato a sette anni per concussione.

Sardegna:
Renato Soru, ex governatore, condannato a tre anni di reclusione per evasione fiscale

Poi ieri in aula mi è toccato fare delle precisazioni. Alle volte siamo troppo buoni.
Avevamo scritto che Folino (ex PD, ora gruppo SEL) era indagato per peculato.
Invece no! Peggio! Condannato dalla Corte dei Conti per rimborsi illegittimi!
Niente da fare, ci hanno preso per un bancomat. Spendono i soldi nostri per gli affari loro.
Continuate con le vostre segnalazioni per tenerla costantemente in aggiornamento!

fonte Carlo Sibilia

#IoStoConDiMaio – Lettera aperta a pennivendoli e cazzari

Ho sempre pensato che un giornalista dovrebbe ricercare e riportare la verità dei fatti. Il vero giornalista non mente, non manipola, attesta, informa e denuncia; l’esatto contrario di quello che fanno pennivendoli e cazzari

Sono disgustato dal modo con cui, alcuni giornalisti della stampa nazionale, anchorman di TG e conduttori di talk show, manipolano le informazioni al fine di screditare gli avversari politici dei loro padroni. A pennivendoli e cazzari, voglio ricordare che la categoria professionale a cui appartengono, adotta un codice di comportamento che, al pari del giuramento di Ippocrate per i medici, vincola a precisi doveri e a tenere un comportamento onorevole ogni qual volta si accingono a svolgere il loro lavoro.

L’attacco mediatico di ieri mattina contro di Luigi Di Maio, nella faccenda Marra, è l’ennesimo segnale che il partito di Renziloni è ormai alla frutta e per ottenere consenso ai danni degli avversari politici, utilizza, come è solito fare, i media di regime, giornali e TV di proprietà dei soliti noti, per lanciare attacchi al Movimento 5 Stelle. il PD è consapevole del fatto che la gestione scellerata e fallimentare del paese, portata avanti in questi ultimi tre anni di malgoverno, lo condurrà alla sconfitta e gli farà perdere, in un colpo solo, potere e poltrone.

Non avendo argomenti di merito per tirare acqua al suo mulino, il PD sta tentando, in tutti i modi, di screditare il Movimento 5 Stelle, unica forza politica che, da sola, può ottenere il consenso dal 40% degli elettori italiani, assicurandosi così la vittoria alle prossime elezioni politiche.

Ricordo, a questi pseudo professionisti dell’informazione, che è anche colpa loro se la classifica di Reporter Senza Frontiere, sulla libertà di stampa nel mondo, vede l’Italia al 77° posto, preceduta da Lesotho, Armenia, Nicaragua e Moldova.
classifica di Reporter Senza Frontiere, sulla libertà di stampa nel mondo

Voglio citare alcuni punti contenuti nel “Testo unico dei doveri del giornalista“, approvato l’8 luglio 1993 dal Consiglio Nazionale dell’Ordine dei giornalisti e dalla Federazione Nazionale della Stampa.

Articolo 1
Libertà d’informazione e di critica
———————————–
L’attività del giornalista, attraverso qualunque strumento di comunicazione svolta, si ispira alla libertà di espressione sancita dalla Costituzione italiana ed è regolata dall’articolo 2 della legge n. 69 del 3 febbraio 1963:

«È diritto insopprimibile dei giornalisti la libertà d’informazione e di critica, limitata dall’osservanza delle norme di legge dettate a tutela della personalità altrui ed è loro obbligo inderogabile il rispetto della verità sostanziale dei fatti, osservati sempre i doveri imposti dalla lealtà e dalla buona fede. Devono essere rettificate le notizie che risultino inesatte e riparati gli eventuali errori. Giornalisti e editori sono tenuti a rispettare il segreto professionale sulla fonte delle notizie, quando ciò sia richiesto dal carattere fiduciario di esse e a promuovere lo spirito di collaborazione tra colleghi, la cooperazione fra giornalisti e editori, e la fiducia tra la stampa e i lettori».

Articolo 2
Fondamenti deontologici
———————————-
Il giornalista:

  • Difende il diritto all’informazione e la libertà di opinione di ogni persona; per questo ricerca, raccoglie, elabora e diffonde con la maggiore accuratezza possibile ogni dato o notizia di pubblico interesse secondo la verità sostanziale dei fatti
  • Rispetta i diritti fondamentali delle persone e osserva le norme di legge poste a loro salvaguardia
  • Tutela la dignità del lavoro giornalistico e promuove la solidarietà fra colleghi attivandosi affinché la prestazione di ogni iscritto sia equamente retribuita
  • Accetta indicazioni e direttive soltanto dalle gerarchie redazionali, purché le disposizioni non siano contrarie alla legge professionale, al Contratto nazionale di lavoro e alla deontologia professionale
  • Non aderisce ad associazioni segrete o comunque in contrasto con l’articolo 18 della Costituzione né accetta privilegi, favori, incarichi, premi sotto qualsiasi forma (pagamenti, rimborsi spese, elargizioni, regali, vacanze e viaggi gratuiti) che possano condizionare la sua autonomia e la sua credibilità
  • Rispetta il prestigio e il decoro dell’Ordine e delle sue istituzioni e osserva le norme contenute nel Testo unico
  • Applica i principi deontologici nell’uso di tutti gli strumenti di comunicazione, compresi i social network
  • Cura l’aggiornamento professionale secondo gli obblighi della formazione continua

————————————————————-
Chiudo rivolgendomi a pennivendoli e cazzari, perchè sento il dovere di ricordare a tutti loro che manipolare i fatti, diffondere notizie false, o nascondere la verità, serve solo a gettare fango sull’intera categoria dei giornalisti, fatta di donne e uomini che, in alcuni casi, hanno dato la vita per documentare la verità dei fatti.

Cosimo CristinaCosimo Cristina – ucciso nel 1960
Mauro De MauroMauro De Mauro – scomparso nel 1970
Giovanni SpampinatoGiovanni Spampinato – ucciso nel 1972
Mauro RostagnoMauro Rostagno – ucciso nel 1972
Peppino ImpastatoPeppino Impastato – ucciso nel 1978
Giuseppe FavaGiuseppe Fava – ucciso nel 1984
Giancarlo SianiGiancarlo Siani – ucciso nel 1985
Carlo CasalegnoCarlo Casalegno – ucciso nel 1977
Walter TobagiWalter Tobagi – ucciso nel 1980
Ilaria-AlpiIlaria Alpi – uccisa nel 1994
Maria Grazia CutuliMaria Grazia Cutuli – uccisa nel 2001

 

by Roberto Mottola

L’ultima legge elettorale partorita dal PD il “LAURICELLUM”

E dopo il Porcellum e il Mattarellum, ecco a Voi… il “LAURICELLUM”

Partorito dal deputato PD Giuseppe Lauricella, il “Lauricellum” prevede omogeneità fra Camera dei Deputati e Senato della Repubblica.

In sintesi, se una delle liste dovesse superare il 40%, alla Camera e al Senato, otterrebbe, quale premio di maggioranza, 340 deputati pari al 54% dei seggi.

A detta dello stesso Lauricella, siccome il limite del 40% appare troppo ambizioso da raggiungere per la maggior parte degli schieramenti in campo e considerato il fatto che, negli ultimi sondaggi(?), a Pd e M5S vengono pronosticate alte percentuali, ma nessuno dei due schieramenti riuscirebbe a superare il tetto del 40%, il Lauricellum trasformerebbe il premio di maggioranza in un sistema proporzionale puro con capilista bloccati e candidature multiple fino a 3, con uno sbarramento alla Camera del 3%, su base nazionale, e del 4% al Senato, su base regionale.

Nel frattempo Bersani, barcamenandosi tra una dichiarazione e l’altra, a seguito delle affermazioni fatte prima da Massimo D’Alema e poi da Michele Emiliano, a proposito di una possibile “scissione” del PD (l’ennesima), pronuncia frasi del tipo “Non minaccio nulla, però…”, “Non garantisco nulla, ma…”, “al momento non faccio affermazioni, ma ci penserò…”, in pratica, come è solito fare, non prende alcuna posizione, se non quella da seduto “in poltrona”. Tutto questo a dispetto della grave situazione in cui versano i cittadini, che chiedono di votare al più presto.

Riusciranno i nostri cari parlamentari ad arrivare alla data di fine mandato aggiudicadosi in tal modo la tanto agognata pensione? Siamo appena all’inizio…. la storia continua!

Angelino Alfano – la Storia, la Famiglia, il Partito, gli Scandali.

Analisi di uno dei personaggi più discussi del panorama politico italiano

Angelino Alfano, nato ad Agrigento il 31 ottobre 1970 è, dal 12 dicembre 2016, Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.

Dall’8 maggio 2008 al 27 luglio 2011 è stato Ministro della giustizia nel governo Berlusconi, mentre dal 28 aprile 2013 al 22 febbraio 2014 ministro dell’Interno e vicepresidente del Consiglio dei ministri, nel governo Letta. Riconfermato come Ministro dell’Interno nel Governo Renzi dal 22 febbraio 2014 al 12 dicembre 2016, data in cui viene nominato Ministro degli Affari esteri e della Cooperazione Internazionale nel successivo Governo Gentiloni.

E’ stato il primo ed unico segretario nazionale de “Il Popolo della Libertà”. Nel novembre 2013 si è fatto promotore della scissione dal PdL e del lancio del “Nuovo Centrodestra”, di cui viene eletto presidente il 13 aprile 2014. Alfano, dal 2011, è inoltre presidente della “Fondazione De Gasperi”

La famiglia

Il fratello Alessandro, fa carriera alle Poste e in altri enti, con molta facilità, guadagnando cospiqui stipendi, in un comparto, quello delle “Poste Italiane”, dove altri, impiegati e precari, incontrano non poche difficoltà.
L’anziano padre Angelo, che in quel di Agrigento raccomanda, per l’assunzione alle Poste, un numero considerevole di persone, procurando posti di lavoro con una faciltà a dir poco disarmante.
La moglie, Tiziana Miceli, che esercita con successo la professione di avvocato civilista prevalentemente per le pubbliche amministrazioni, che costantemente si avvalgono della Rm-Associati, studio legale della Miceli, procurandole tanto lavoro; la sola “Serit”, agenzia di riscossione tasse della Sicilia, dal 2008 al 2012 ha affidato alla Rm-Associati 358 incarichi.

Alla lista degli occupati della famiglia Alfano, si aggiungono anche tre cugini, i fratelli Antonio e Giuseppe Sciumè, uno dirigente della Rfi, Rete ferroviaria italiana e l’altro alla Blue ferries e infine la cugina, Viviana Buscaglia, che dal 2010 copre l’incarico di biologa, presso l’Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente (Arpa) della Regione Siciliana.

Gli scandali

Dall’inizio della legislatura del 2013, Angelino Alfano fa fronte a critiche di ogni genere.
Ci furono i ritardi sulla nomina del sostituto di Antonio Manganelli alla Polizia di Stato nel 2013, nello stesso anno lo scandalo Shalabayeva, persino una casa avuta grazie a Salvatore Ligresti in via delle Tre Madonne a Roma nello scandalo Premafin e un’inchiesta sull’Università Kore di Enna dove era indagato per abusto d’ufficio.

Un po’ di tempo fa, il nome di Alfano spuntò in un’inchiesta di Rec su Raitre, che rivelò i rapporti di Alfano con Rosario Basile, titolare di oltre 10 aziende di vigilanza privata, tra cui l’Ivri. Diverse interrogazioni parlamentari e richieste di chiarimenti, non lo smossero dalla poltrona del Viminale.

Gli amici del cerchio

La rete di potere che protegge Angelino è invidiabile; circondato da consiglieri giuridici, avvocati e funzionari.
Alfano può contare sul sostegno di un professore di diritto privato di spessore come Salvatore Mazzamuto, già sottosegretario alla Giustizia del governo Monti.
Un altro degli uomini del suo cerchio più stretto è Baldassarre Di Giovanni, con lui sin dai tempi della regione Sicilia negli Anni 90.
C’è poi la storica portavoce Daniela Subranni e ancora l’amico avvocato Andrea Gemma, collocato nel Consiglio di amministrazione di Eni, la più importante azienda pubblica italiana, che è professore di Istituzioni di Diritto Privato presso l’Università di Roma Tre, dove insegna anche Giulio Napolitano, figlio dell’ex presidente della Repubblica Giorgio, è membro del board strategico dell’American University of Rome. È avvocato cassazionista e socio dello Studio legale e tributario Gemma & Partners.

Il partito

il “Nuovo Centrodestra” è uno dei partiti italiani con più indagati e condannati. Le vicende che vedono coinvolti, a vario titolo, i rappresentanti del partito di Alfano, sono diverse, spiccano i reati di peculato e abuso d’ufficio.
Di seguito l’elenco (probabilmente non completo)

  • PIERO AIELLO – a processo in appello per voto di scambio politico-mafioso
  • GIOVANNI BILARDI – a proceso per peculato, falso e truffa
  • GIUSEPPE CASTIGLIONE (vice ministro dell’agricoltura) Condannato per violazione della legge elettorale
  • SABRINA DE CAMILLIS – a processo per abuso d’ufficio
  • ROBERTO FORMIGONI – condannato a 6 anni di reclusione per corruzione
  • BRUNO MANCUSO – a processo per associazione a delinquere
  • ANTONIO MAROTTA – a processo per traffico di influenza illecita e ricettazione
  • ANTONINO MINARDO – condanna definitiva a 8 mesi per abuso d’ufficio
  • ANTONIO FABIO MARIA SCAVONE – condannato dalla Corte dei Conti per danno erariale

 

VIDEO – Ma siamo sicuri? – Rec del 19/06/2106

Roberto Mottola

Colorado – La legalizzazione produce una diminuzione del consumo della cannabis negli adolescenti

Lo stato del Colorado registra una notevole diminuzione del consumo di cannabis negli adolescenti dopo la legalizzazione.

Un altro caposaldo delle teorie proibizioniste smentito dai fatti: in Colorado, dove la cannabis è legale dal 2014, non solo i consumi tra i più giovani non sono aumentati, ma sono sensibilmente diminuiti. A certificarlo sono i numeri della ricerca nazionale su droga e salute pubblicata dal Dipartimento di Stato per la Salute e i Servizi Sociali degli Usa.

In Colorado i consumi di cannabis sono storicamente più alti rispetto alla media statunitense, ma nel 2015 hanno visto un sensibile calo del consumo nella classe di età tra i 12 e i 17 anni. Gli adolescenti che hanno consumato cannabis almeno una volta durante l’anno dopo la legalizzazione sono infatti passati dal 20,81% al 18,35%, con un calo del 2,46%. Mentre lo stesso dato nella media Usa è diminuito in maniera molto più blanda, passando dal 13,28% al 12,86%.

Di contro sono invece aumentati i consumi tra gli adulti. I cittadini del Colorado di età superiore ai 26 anni che hanno consumato marijuana almeno una volta durante l’anno sono passati dal 16,80% al 19,91%. Un aumento significativo, dovuto probabilmente alla curiosità di sperimentare almeno una volta la cannabis legale.

Tuttavia il dato più importante è sicuramente quello del calo tra gli adolescenti, visto che è tra di loro che il consumo di cannabis può essere maggiormente pericoloso visto che si tratta di ragazzini ancora in fase di formazione anche sotto il punto di vista celebrale.

Quello che la ricerca del Dipartimento americano non svela sono le ragioni di questa diminuzione dei consumi tra gli adolescenti. Secondo un articolo del New York Times questa tendenza potrebbe derivare dalla diminuzione del mercato illegale nello stato ed al passaggio ad un mercato regolamentato dove la vendita ai minori è vietata.

Altre ragioni potrebbero essere di carattere maggiormente culturale, come il lancio di campagne di prevenzione finalmente libere da pregiudizi e falsi miti e il minore effetto di attrazione che nei ragazzi più giovani può avere la cannabis dopo aver perso il “fascino del proibito”.

Colorado dopo legalizzazione diminuisce il consumo di cannabis

Fenomeno Corruzione – I politici rubano e non si vergognano!

La Corruzione ci costa 60 miliardi di Euro all’anno!

Il fenomeno Corruzione è un cancro non ancora debellato in Italia: molti dei nostri politici rubano senza nemmeno vergognarsene.

A dirlo è Piercamillo Davigo, presidente dell’Associazione Nazionale Magistrati, che con le sue recenti dichiarazioni ha scosso l’opinione pubblica. Il mondo della politica e i cittadini Italiani sono ormai assuefatti e non fanno quausi più caso ai tanti scandali perpetrati negli anni da una classe politica corrotta.
Transparency International che ha stilato il “barometro” della corruzione, analizzando il fenomeno della corruzione nei vari paesi del mondo, basandosi sulla percezione dei cittadini, ha riscontrato che nove italiani su dieci valutano i partiti politici come i principali focolai che alimentano il malaffare. Dall’indagine, si evince che, ogni anno, decine di miliardi vanno a finire nelle tasche di amministratori corrotti e loschi personaggi politici, tutto questo ai danni della libera concorrenza che limita, e non poco, gli investimenti nel nostro paese.

Si stima che il 3,8% del Pil, finisce ogni anno in bustarelle e mazzette

Quanto costa la corruzione ai cittadini italiani? Il DFP (Dipartimento della Funzione Pubblica) stima in 60 miliardi il costo annuo della corruzione; praticamente il 3,8% del Pil nazionale, a fronte della media europea calcolata all’uno per cento. In pratica è come se ogni anno qualcuno infilasse le mani nelle tasche di un italiano portandogli via 1000€. Una mazzettopoli che provoca un buco enorme nei bilanci dello stato danneggiando lo sviluppo economico del Paese.

Il fenomeno della corruzione provoca un crollo di investimenti che blocca di fatto la produttività.

Oltre al denaro che sparisce in bustarelle, bisogna considerare l’enorme perdita provocata dai mancati investimenti nel Paese, per la poca credibilità del sistema economico. La Banca Mondiale afferma che l’indice di percezione della corruzione di un Paese determina una perdita di produttività che supera il 6%.

L’Italia è tra i Paesi più corrotti del mondo

Nel 2015, l’indice di percezione della corruzione in Italia, determinato da Transparency International, pone l’Italia al 61mo posto insieme a Montenegro, Senegal e Sud Africa. Nella graduatoria dei paesi più virtuosi, in quanto a trasparenza del sistema politico-economico, peggio di noi, in europa, troviamo solo la Bulgaria. La Romania, il Ghana, il Rwanda e altri 57 Paesi sono considerati meglio di noi. I paesi con la migliore reputazione in fatto di trasparenza sono Danimarca, Finlandia, Svezia e Nuova Zelanda.

A pagare il costo della dilagante corruzione sono gli imprenditori onesti, che quotidianamente si trovano di fronte a sistemi di assegnazione degli appalti, pubblici e privati, basati su amicizie e bustarelle. La corruzione non è altro che una tassa occulta che provoca l’impoverimento dei paesi dal lato economico, sociale e ambientale.

I cittadini italiani, considerano i politici come i primi corrotti

L’89% degli italiani mette al primo posto, in fatto di corruzione, i partiti politici, seguiti dal Parlamento (77%) e dalla Pubblica Amministrazione (61%) a causa dei molti scandali che vedono quotidianamente funzionari pubblici colti ad intascare mazzette.
Il primato della corruzione, comunque, va ai politici. Anche se si parla solo di percezione, rischiamo di coinvolgere nella mischia anche tanti amministratori onesti, che nulla hanno a che fare con la “casta” dei corrotti seriali.

La corruzione in Parlamento

Come rivela il dossier “Corruzione, le cifre della tassa occulta che impoverisce e inquina il paese” stilato da Libera, Legambiente e Avviso pubblico, abbiamo circa il 10% dei nostri parlamentari indagati, condannati o arrestati. per corruzione, concussione, truffe e abuso d’ufficio. I partiti più inquinati da politici corrotti sono Pdl, Pd e Udc. L’anno scorso, gli amministratori locali coinvolti da inchieste giudiziarie per i reati di cui sopra, sono stati circa 400 con il Pd che supera di due terzi il Pdl. Oltre il 98% dei coinvolti ha subito condanne inferiori a due anni; in pratica con l’applicazione delle misure alternative al carcere, non sconteranno neanche un giorno in gattabuia.

Italia: un Paese senza speranza?

Gli italiani, percepiscono che c’è corruzione anche in altri settori pubblici, parliamo di sanità (54%), imprese (52%), Magistratura (47%), Media (45%) per finire con gli enti religiosi (39%). Quattro italiani su dieci, asseriscono che i cittadini comuni possono fare ben poco per contrastare il fenomeno corruzione, che dilaga, senza freni, nella nostra povera Italia.


Roberto Mottola