allarme meningite in toscana

Allarme Meningite in Toscana… Chi ci guadagna?

In Toscana, regione guidata da una giunta di sinistra presieduta da Enrico Rossi (PD), viene registrata una preoccupante epidemia di meningite. Negli ultimi due anni, sono stati accertati 60 casi di meningite (del tipo C), con 13 morti e 750.000 cittadini vaccinati.

Andiamo per ordine:
A Firenze ha sede la Menarini Industrie Farmaceutiche Riunite.
Il gruppo Menarini, della famiglia Aleotti, possiede 15 stabilimenti produttivi: 2 centri a Firenze (Firenze-Sette Santi e Fienze-Scandicci), Pisa, Lomagna, Casaletto Lodigiano, L’Aquila, Badalona (Barcellona), Berlino, Dresda, Shannon, Topkapi – Istanbul, Wuhan (Cina), Giacarta, Kaluga (Russia), Città del Guatemala, che nel 2014 hanno prodotto 530.000.000 confezioni di medicinali, con un fatturato, relativo al solo anno 2015, di oltre 3,3 miliardi di euro.
a Settembre 2016: Il tribunale di Firenze condanna, in primo grado, a 10 anni e 6 mesi Lucia Aleotti e a 7 anni e 6 mesi Alberto Giovanni Aleotti, rispettivamente Presidente e Vicepresidente della Menarini, per i reati di corruzione, riciclaggio e frode fiscale. Alle condanne penali, si aggiunge il sequestro di 1,2 miliardi di euro alla stessa Menarini, disposto dalla procura di Firenze, infine, Lucia Aleotti dovrà risarcire la presidenza del Consiglio dei ministri, che si era costituita parte civile nei suoi confronti, con 100mila euro. Secondo gli inquirenti fiorentini, nell’arco di 26 anni (1984-2010) la Menarini avrebbe utilizzato società fittizie, al fine di acquistare principi attivi, così da far aumentare il prezzo finale dei farmaci, il tutto grazie a false fatturazioni.

Detto questo, cercheremo di capire cosa stia realmente accadendo in Toscana riguardo all’allarme meningite.

La cosa interessante è che la Menarini Farmaceutica, ha recentemente investito circa 100 milioni di euro per lo sviluppo di tecnologie atte a velocizzare i tempi di produzione dei vaccini, in particolare proprio quello per contrastare il virus della meningite (antimeningococcico).

Per realizzare ciò, viene creata una joint venture (VaxYnethic) tra la Menarini NewTech e la BiosYnth, quest’ultima, azienda di Rapolano Terme (SI), specializzata nella creazione di tecnologie utilizzate per produrre vaccini coniugati.
Finora, nessuno ha saputo spiegare come mai in Toscana “sembra” esserci un’epidemia di meningite, il “sembra” è d’obbligo, in quanto, fino ad oggi, non è mai stata “ufficialmente” dichiarata tale epidemia. Gianni Rezza, direttore del dipartimento malattie infettive dell’Istituto Superiore di Sanità, ha dichiarato che in Italia si verificano circa 1000 casi di infezione da meningite e solo il 10% degli individui colpiti dal virus, non sopravvive.

A fronte di queste dichiarazioni ufficiali, sembrerebbe che le notizie riguardanti l’allarme meningite, siano state amplificate ad arte, dai soliti pennivendoli e speaker di regime. Facendo due conti, si evince che non c’è mai stata un’escalation di infezioni da meningite, in Italia il numero totale dei casi di meningite, dovuti anche da batteri, virus, farmaci e funghi, è passato dai 1.479 casi del 2014, ai 1.815 del 2015 e ai 1.376 del 2016, quindi, al contrario di quanto sbandierato da TV e giornali, nel 2016 si riscontra una notevole diminuzione di infezioni rispetto al biennio 2014/2015, ad eccezione però della Toscana. Secondo l’Istituto Superiore di Sanità, nell’anno 2002 i casi di meningite in Toscana sono stati 22, di cui 3 da meningococco C. Nel 2004 sono stati invece 27 i casi, di cui 11 da meningococco C. Nel 2005 36 casi, di cui 17 da meningococco C e infine, nel 2015 i casi balzano a 31, di cui 26 provocati da meningococco C.

A questo punto viene da chiedersi: come mai, a differenza delle altre regioni, la Toscana registra un trend in crescita soprattutto nelle infezioni provocate dal ceppo batterico più pericoloso, il C?

Giovanni Rezza, direttore dell’Istituto di sanità, non se lo spiega: “Non si riesce a capire” dice Rezza, “perchè in Toscana, da Gennaio, si è osservato un incremento importante nei casi di meningite. Lo strano aumento delle infezioni, in un’area limitata della regione costituisce, senza dubbio, un fatto anomalo”.

Detto questo, mi salta in mente il più antico dei dubbi: “Chi ci guadagna in tutto questo?”

Analizziamo alcuni fatti: i vaccini usati in Italia per contrastare la meningite sono diversi

– Meninvact della Sanofi Pasteur MSD (ex)
– Menjugate della Novartis
– Meningitec della Nuron Biotech
– Nimenrix della Pfizer
– Menveo della GSK

Oltre alla Menarini di Firenze, a Siena, quindi semre in territorio Toscano, troviamo le sedi della Novartis Vaccines and Diagnostics, produttrice del vaccino Menjugate (meningoccico gruppo C coniugato) e della GlaxoSmithKline Vaccines produttrice del Menveo (meningococcico coniugato del gruppo A, C, W135 e Y).
Quindi, ai più maliziosi, verrebbe da pensare che l’epidemia di meningite in Toscana, per la Menarini, la Novartis, la GSK e la Pfizer sia stata una vera e propria manna del cielo.

Il motivo per cui oggi in Italia non si possono mettere in discussione i vaccini e i medici che sconsigliano la vaccinazione pediatrica ad ogni costo, rischiano di essere radiati dall’albo, è dovuto da un diktat partito da Washington. Dovete sapere che nel 2014, Sergio Pecorelli, all’epoca presidente dell’AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco) in un comunicato ufficiale dichiarava: la GHSA (Global Health Security Agenda) l’Agenda per la Sicurezza sanitaria globale, ha deciso che l’Italia, nel quinquennio 2014-2019, guiderà le strategie e le campagne vaccinali in tutto il mondo, questo per contrastare le campagne “anti vaccinazioni” dilaganti in Europa.

Ecco quindi spiegato il motivo della feroce campagna di accanimento, contro i medici che sconsigliano le vaccinazioni pediatriche. La campagna contro i medici obiettori ha raggiunto il culmine a Roma, dove il Presidente dell’Istituto Superiore di Sanità e il medico Walter Ricciardi, assieme alla Federazione Nazionale della Stampa Italiana hanno organizzato il corso gratuito: “Vaccini e Vaccinazioni, il ruolo dei media nella tutela della salute pubblica”, presentato al pari di un vademecum rivolto ai giornalisti che scrivono di salute, ma in realtà null’altro che un’indottrinamento pro vaccini. Basta guardare un qualsiasi programma televisivo sulla salute per capire che l’obiettivo prefissato è stato totalmente raggiunto. Tutto questo con il beneplacido della ministra della salute pubblica Beatrice Lorenzin che, anche se di medicina non ha alcuna competenza (avendo conseguito solo la maturità classica), prende decisioni di importanza vitale per la salute nostra e sopratutto dei nostri figli.

In conclusione, dopo aver letto i fatti citati e valutato le mie personalissime considerazioni, lascio ad ognuno di voi la domanda: “A COSA E’ SERVITO L’ALLARMISMO MENINGITE?”

by Roberto Mottola

Fonti:
ilsole24ore | ilsole24ore | lastampa.it | meteoweb.eu | repubblica.it

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