#IoStoConDiMaio – Lettera aperta a pennivendoli e cazzari

Ho sempre pensato che un giornalista dovrebbe ricercare e riportare la verità dei fatti. Il vero giornalista non mente, non manipola, attesta, informa e denuncia; l’esatto contrario di quello che fanno pennivendoli e cazzari

Sono disgustato dal modo con cui, alcuni giornalisti della stampa nazionale, anchorman di TG e conduttori di talk show, manipolano le informazioni al fine di screditare gli avversari politici dei loro padroni. A pennivendoli e cazzari, voglio ricordare che la categoria professionale a cui appartengono, adotta un codice di comportamento che, al pari del giuramento di Ippocrate per i medici, vincola a precisi doveri e a tenere un comportamento onorevole ogni qual volta si accingono a svolgere il loro lavoro.

L’attacco mediatico di ieri mattina contro di Luigi Di Maio, nella faccenda Marra, è l’ennesimo segnale che il partito di Renziloni è ormai alla frutta e per ottenere consenso ai danni degli avversari politici, utilizza, come è solito fare, i media di regime, giornali e TV di proprietà dei soliti noti, per lanciare attacchi al Movimento 5 Stelle. il PD è consapevole del fatto che la gestione scellerata e fallimentare del paese, portata avanti in questi ultimi tre anni di malgoverno, lo condurrà alla sconfitta e gli farà perdere, in un colpo solo, potere e poltrone.

Non avendo argomenti di merito per tirare acqua al suo mulino, il PD sta tentando, in tutti i modi, di screditare il Movimento 5 Stelle, unica forza politica che, da sola, può ottenere il consenso dal 40% degli elettori italiani, assicurandosi così la vittoria alle prossime elezioni politiche.

Ricordo, a questi pseudo professionisti dell’informazione, che è anche colpa loro se la classifica di Reporter Senza Frontiere, sulla libertà di stampa nel mondo, vede l’Italia al 77° posto, preceduta da Lesotho, Armenia, Nicaragua e Moldova.
classifica di Reporter Senza Frontiere, sulla libertà di stampa nel mondo

Voglio citare alcuni punti contenuti nel “Testo unico dei doveri del giornalista“, approvato l’8 luglio 1993 dal Consiglio Nazionale dell’Ordine dei giornalisti e dalla Federazione Nazionale della Stampa.

Articolo 1
Libertà d’informazione e di critica
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L’attività del giornalista, attraverso qualunque strumento di comunicazione svolta, si ispira alla libertà di espressione sancita dalla Costituzione italiana ed è regolata dall’articolo 2 della legge n. 69 del 3 febbraio 1963:

«È diritto insopprimibile dei giornalisti la libertà d’informazione e di critica, limitata dall’osservanza delle norme di legge dettate a tutela della personalità altrui ed è loro obbligo inderogabile il rispetto della verità sostanziale dei fatti, osservati sempre i doveri imposti dalla lealtà e dalla buona fede. Devono essere rettificate le notizie che risultino inesatte e riparati gli eventuali errori. Giornalisti e editori sono tenuti a rispettare il segreto professionale sulla fonte delle notizie, quando ciò sia richiesto dal carattere fiduciario di esse e a promuovere lo spirito di collaborazione tra colleghi, la cooperazione fra giornalisti e editori, e la fiducia tra la stampa e i lettori».

Articolo 2
Fondamenti deontologici
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Il giornalista:

  • Difende il diritto all’informazione e la libertà di opinione di ogni persona; per questo ricerca, raccoglie, elabora e diffonde con la maggiore accuratezza possibile ogni dato o notizia di pubblico interesse secondo la verità sostanziale dei fatti
  • Rispetta i diritti fondamentali delle persone e osserva le norme di legge poste a loro salvaguardia
  • Tutela la dignità del lavoro giornalistico e promuove la solidarietà fra colleghi attivandosi affinché la prestazione di ogni iscritto sia equamente retribuita
  • Accetta indicazioni e direttive soltanto dalle gerarchie redazionali, purché le disposizioni non siano contrarie alla legge professionale, al Contratto nazionale di lavoro e alla deontologia professionale
  • Non aderisce ad associazioni segrete o comunque in contrasto con l’articolo 18 della Costituzione né accetta privilegi, favori, incarichi, premi sotto qualsiasi forma (pagamenti, rimborsi spese, elargizioni, regali, vacanze e viaggi gratuiti) che possano condizionare la sua autonomia e la sua credibilità
  • Rispetta il prestigio e il decoro dell’Ordine e delle sue istituzioni e osserva le norme contenute nel Testo unico
  • Applica i principi deontologici nell’uso di tutti gli strumenti di comunicazione, compresi i social network
  • Cura l’aggiornamento professionale secondo gli obblighi della formazione continua

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Chiudo rivolgendomi a pennivendoli e cazzari, perchè sento il dovere di ricordare a tutti loro che manipolare i fatti, diffondere notizie false, o nascondere la verità, serve solo a gettare fango sull’intera categoria dei giornalisti, fatta di donne e uomini che, in alcuni casi, hanno dato la vita per documentare la verità dei fatti.

Cosimo CristinaCosimo Cristina – ucciso nel 1960
Mauro De MauroMauro De Mauro – scomparso nel 1970
Giovanni SpampinatoGiovanni Spampinato – ucciso nel 1972
Mauro RostagnoMauro Rostagno – ucciso nel 1972
Peppino ImpastatoPeppino Impastato – ucciso nel 1978
Giuseppe FavaGiuseppe Fava – ucciso nel 1984
Giancarlo SianiGiancarlo Siani – ucciso nel 1985
Carlo CasalegnoCarlo Casalegno – ucciso nel 1977
Walter TobagiWalter Tobagi – ucciso nel 1980
Ilaria-AlpiIlaria Alpi – uccisa nel 1994
Maria Grazia CutuliMaria Grazia Cutuli – uccisa nel 2001

 

by Roberto Mottola

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