L’inquinamento atmosferico, in Europa causa 7 milioni di morti all’anno! Che fare?

Nel Norditalia, nell’ultimo periodo, l’inquinamento atmosferico, ha raggiunto livelli allarmanti. I dati relativi al PM10 (un particolato estremamente dannoso per la salute) hanno superato di più del doppio, il valore massimo consentito dalla legge, che è di 50 microgrammi al m³.
inquinamento atmosferico. Cappa di smog sul norditalia

Le particelle inquinanti, immesse nell’atmosfera terrestre, possono essere generate da eventi naturali o da fattori antropici.

La natura stessa, quando si scatena, è molto spesso causa d’inquinamento; basti pensare alla quantità di gas tossici immessi nell’atmosfera a seguito di un’eruzione vulcanica.
Ma se le eruzioni o gli incendi naturali, sono da ritenersi eventi sporadici, stessa cosa non si puo dire per l’inquinamento atmosferico causato da fattori di natura entropica, cioè provocati dall’uomo.

Nell’era delle innovazioni tecnologiche e delle energie alternative, estrarre e bruciare combustibili fossili, per alimentare caldaie e motori a scoppio, distruggere intere foreste tropicali, per fare spazio a piantaggioni di palme e di cacao, bruciare rifiuti, invece di immetterli in un circuito virtuoso di riciclo, sono pratiche ormai tristemente consolidate, che stravolgono l’equilibrio naturale del pianeta e provocano danni irreparabili, alla salute e all’ambiente.

L’Organizzazione mondiale della sanità, rivela che, solo in Europa, negli ultimi 5 anni, circa 7 milioni di persone, in maggioranza bambini e anziani, hanno perso la vita a causa dell’inquinamento atmosferico.
Ma come possiamo porre rimedio a tutto questo scempio? Le città ad emissioni zero sono pura utopia o si potrebbero realizzare?

Qualcuno ha provato a dare risposta a questa domanda con un progetto denominato Masdar, la città del futuro, situata nel deserto arabo, ad appena 15 km dal centro di Abu Dhabi, capitale degli Emirati Arabi Uniti.

Sviluppata su un territorio di 640 ettari, Masdar city costerà circa 22 miliardi di dollari e dovrà essere alimentata per l’80% da energia solare prodotta da una mega centrale solare termodinamica (21 ettari di estenzione per 40.000 Megawatt di potenza) e da energia eolica.
Il progetto, partito nel 2008, doveva vedere il suo completamento entro il 2020, ora si parla di posticipare questa data al 2030, ciò a causa degli effetti provocati dalla crisi economica globale. Attualmente una piccola parte della città è gia abitata e alla fine dei lavori, la popolazione residente dovrebbe essere di 50.000 persone che, in previsione, consumeranno il 75% in meno di energia, rispetto ad una città che conta la stessa popolazione.
Questo significa che, se c’è davvero la volontà, anche se con enormi difficoltà, progetti simili non sono da ritenersi utopici.

Nel frattempo, mentre attendiamo la realizzazione delle nostre Masdar, ognuno di noi puo fare qualcosa di concreto per migliorare la qualità dell’aria che respiriamo. Piccoli accorgimenti, adottati quotidianamente, possono produrre ottimi risultati, eccone alcuni…

  • Preferire bici, mezzi pubblici e veicoli in sharing per gli spostamenti in città
  • Usare l’acqua fredda quando si utilizza la lavatrice
  • Prediligere le fonti rinnovabili per il fabbisogno di energia elettrica
  • Piantare fiori in casa e alberelli in giardino per contribuire a ripulire l’aria
  • Fare molta attenzione ai rifiuti, riducendoli al mimino e smaltendoli correttamente

Lo sapevi che:

  • I residui organici vengono utilizzati per la produzione di energia elettrica, calore e concimi
  • La plastica, a seconda della lavorazione, puo essere riciclata diverse volte
  • Il metallo puo essere riciclato all’infinito
  • Il vetro puo essere riciclato all’infinito
  • La carta puo essere riciclata fino a 6/7 volte

Quindi, diamoci da fare, tutti possono contribuire a migliorare la qualità dell’aria, basta volerlo.

Buona vita a tutti!

Fermiamo la fusione Bayer Monsanto

Qualche giorno fa, precisamente il 16 ottobre 2017, mentre in tutto il mondo si festeggiava la giornata mondiale dell’alimentazione, la “University College London”, ha pubblicato uno studio effettuato dall’organizzazione “Friends of the Earth” in cui si denuncia l’illegittimità della prospettata fusione tra due colossi mondiali dell’industria sementiera e fitofarmaceutica, rispettivamente l’americana Monsanto e la tedesca Bayer che si trasformerebbero in Bay-Santo.

Tale studio, oltre all’illegittimità in materia di monopolio, evidenzia il reale pericolo che, tale fusione, comporterebbe per la comunità agroalimentare mondiale.

In sintesi, gli autori della ricerca, sostengono che accentrare il potere economico in un settore strategico, quale quello agricolo, nelle mani di pochi attori, porterebbe ad un innalzamento dei prezzi e all’assoluta dipendenza dalle multinazionali, da parte delle piccole e medie imprese di coltivatori, che producono oltre il 90% del cibo utilizzato dalla popolazione del pianeta.

Non molto tempo fa, l’industria sementiera Syngenta è stata acquisita dalla ChemChina per 43 miliardi di dollari e, a distanza di poco, anche Dow e DuPont si sono fuse insieme creando il gigante americano Dow-DuPont; a questo punto, se anche Bayer riuscisse a fondersi con Monsanto, avremo tre aziende, una americana, una tedesca e una cinese che controlleranno oltre il 60% del mercato agroalimentare mondiale.

A mio parere, oltre che per l’aspetto economico globale, queste grosse coalizioni industriali, risultano estremamente pericolose per la salute e per l’ambiente.
Più crescerà il potere economico delle multinazionali, più le stesse potranno influenzare le scelte dei vari stati, verso l’utilizzo o meno dei loro prodotti in agricoltura.

Molti di voi avranno sentito parlare della campagna contro il Glifosato, il pesticida più diffuso in Italia e nel mondo.
Promossa nel 2015, la campagna #StopGlifosato, ad oggi, conta oltre 45 organizzazioni, perlopiù ambientalistiche, tra cui WWF, Legambiente, Greenpeace e FAI, che si sono unite con l’obiettivo di raccogliere un milione di firme, per dire no alla diffusione di questo pesticida in Europa.

Basti pensare che solo nel 2014, la produzione mondiale di Glifosato, ha superato le 800.000 tonnellate con trend in crescita; si stima che entro il 2020 la richiesta di questo pesticida raggiungerà un milione di tonnellate.

Tra poche ore, al parlamento Europeo, la commissione ENVI (Ambiente, Sanità pubblica, Sicurezza alimentare) ha all’ordine del giorno la votazione per decidere se concedere l’autorizzazione all’uso del Glifosato, nei paesi aderenti all’unione. Si spera che gli europarlamentari, fortemente condizionati dal milione di firme raccolte nella campagna StopGlifosato, neghino il rinnovo della concessione senza farsi condizionare dagli interessi delle multinazionali come Monsanto. Per quanto ci riguarda, il nostro ministro della salute, Beatrice Lorenzin, ha dichiarato che l’Italia voterà per il NO al glifosato, quindi incrociamo le dita e attendiamo il verdetto.

Per approfondire l’argomento:
ucl_bayer-monsanto_legal_report_summary.pdf
ferma la fusione bay-santo
stopglifosato

////// ——— AGGIORNATO DOPO LA VOTAZIONE ———– ///////

la Commissione Ambiente del Parlamento Europeo ha discusso e approvato (39 voti favorevoli, 9 contrari e 10 astenuti), la risoluzione (che non è ancora vincolante) per il divieto all’utilizzo del glifosato, sul territorio Europeo, entro il 2020.

Prossima e decisiva tappa sarà il 24 ottobre, giorno in cui l’assemblea plenaria di Strasburgo si pronuncerà definitivamente.
Dopo poche ore, i paesi dell’unione Europea dovranno decidere sulla proposta di rinnovare, fino al 2027, la diffusione del glifosato in Europa.

Teniamo le dita ancora incrociate!