fusione Bayer Monsanto

Fermiamo la fusione Bayer Monsanto

Qualche giorno fa, precisamente il 16 ottobre 2017, mentre in tutto il mondo si festeggiava la giornata mondiale dell’alimentazione, la “University College London”, ha pubblicato uno studio effettuato dall’organizzazione “Friends of the Earth” in cui si denuncia l’illegittimità della prospettata fusione tra due colossi mondiali dell’industria sementiera e fitofarmaceutica, rispettivamente l’americana Monsanto e la tedesca Bayer che si trasformerebbero in Bay-Santo.

Tale studio, oltre all’illegittimità in materia di monopolio, evidenzia il reale pericolo che, tale fusione, comporterebbe per la comunità agroalimentare mondiale.

In sintesi, gli autori della ricerca, sostengono che accentrare il potere economico in un settore strategico, quale quello agricolo, nelle mani di pochi attori, porterebbe ad un innalzamento dei prezzi e all’assoluta dipendenza dalle multinazionali, da parte delle piccole e medie imprese di coltivatori, che producono oltre il 90% del cibo utilizzato dalla popolazione del pianeta.

Non molto tempo fa, l’industria sementiera Syngenta è stata acquisita dalla ChemChina per 43 miliardi di dollari e, a distanza di poco, anche Dow e DuPont si sono fuse insieme creando il gigante americano Dow-DuPont; a questo punto, se anche Bayer riuscisse a fondersi con Monsanto, avremo tre aziende, una americana, una tedesca e una cinese che controlleranno oltre il 60% del mercato agroalimentare mondiale.

A mio parere, oltre che per l’aspetto economico globale, queste grosse coalizioni industriali, risultano estremamente pericolose per la salute e per l’ambiente.
Più crescerà il potere economico delle multinazionali, più le stesse potranno influenzare le scelte dei vari stati, verso l’utilizzo o meno dei loro prodotti in agricoltura.

Molti di voi avranno sentito parlare della campagna contro il Glifosato, il pesticida più diffuso in Italia e nel mondo.
Promossa nel 2015, la campagna #StopGlifosato, ad oggi, conta oltre 45 organizzazioni, perlopiù ambientalistiche, tra cui WWF, Legambiente, Greenpeace e FAI, che si sono unite con l’obiettivo di raccogliere un milione di firme, per dire no alla diffusione di questo pesticida in Europa.

Basti pensare che solo nel 2014, la produzione mondiale di Glifosato, ha superato le 800.000 tonnellate con trend in crescita; si stima che entro il 2020 la richiesta di questo pesticida raggiungerà un milione di tonnellate.

Tra poche ore, al parlamento Europeo, la commissione ENVI (Ambiente, Sanità pubblica, Sicurezza alimentare) ha all’ordine del giorno la votazione per decidere se concedere l’autorizzazione all’uso del Glifosato, nei paesi aderenti all’unione. Si spera che gli europarlamentari, fortemente condizionati dal milione di firme raccolte nella campagna StopGlifosato, neghino il rinnovo della concessione senza farsi condizionare dagli interessi delle multinazionali come Monsanto. Per quanto ci riguarda, il nostro ministro della salute, Beatrice Lorenzin, ha dichiarato che l’Italia voterà per il NO al glifosato, quindi incrociamo le dita e attendiamo il verdetto.

Per approfondire l’argomento:
ucl_bayer-monsanto_legal_report_summary.pdf
ferma la fusione bay-santo
stopglifosato

////// ——— AGGIORNATO DOPO LA VOTAZIONE ———– ///////

la Commissione Ambiente del Parlamento Europeo ha discusso e approvato (39 voti favorevoli, 9 contrari e 10 astenuti), la risoluzione (che non è ancora vincolante) per il divieto all’utilizzo del glifosato, sul territorio Europeo, entro il 2020.

Prossima e decisiva tappa sarà il 24 ottobre, giorno in cui l’assemblea plenaria di Strasburgo si pronuncerà definitivamente.
Dopo poche ore, i paesi dell’unione Europea dovranno decidere sulla proposta di rinnovare, fino al 2027, la diffusione del glifosato in Europa.

Teniamo le dita ancora incrociate!

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