il Tg1 censura il sindaco di Roma! Chiediamo a gran voce il licenziamento di Mario Orfeo

il Tg1 censura il sindaco di Roma Virgina Raggi

A mio parere, quanto accaduto ieri, è semplicemente l’ulteriore conferma che il principale canale di informazione italiano, il TG1, è assoggettato a logiche di potere che hanno, come obiettivo, esclusivamente gli interessi beceri dei potentati economici, banche, lobbies e multinazionali, che determinano le politiche dei paesi europei, costringendoli ad adottare politiche fondate su folli criteri di austerity e privilegiando esclusivamente i loro sporchi interessi.
Tutto questo ha generato governi fantocci, con a capo burattini senza spina dorsale, che obbediscono supinamente agli ordini dettati, di volta in volta, dalla Merkel di turno.
L’Europa, intesa come un unione di stati e non come comitati di affari, banche e lobbies, era quella immaginata dai nostri padri fondatori, uomini come Alcide De Gasperi e Altiero Spinelli si rivolterebbero nella tomba, di fronte al degrado sociale in cui versano milioni di cittadini europei.
Il discorso del sindaco di Roma, la nostra Virginia Raggi, ha dato nuovamente un senso ai veri ideali europei, quelli che bisognerebbe perseguire per privilegiare i popoli invece che la finanza. Cito un passaggio, per me cruciale, del discorso pronunciato ieri da Virginia Raggi di fronte ai 27 capi di governo:
“I cittadini devono essere messi al centro del potere decisionale.
Le politiche non devono essere imposte dall’alto, ma rappresentare la volontà popolare, introducendo strumenti di democrazia diretta e partecipata.
Vanno tenute in conto le attese dei cittadini.
L’Europa o è dei cittadini o non è Europa.
Alcuni trattati, come il Regolamento di Dublino, vanno rivisti.
Un’unione soltanto economica non può durare.”
Questo breve passaggio, racchiude in se, affermazioni equiparabili a sonore sberle, o almeno percepite come tali, da alcuni dei presenti, una su tutti, la cancelliera Tedesca Anghela Merkel, che, con arroganza estrema, ha preferito allontanarsi dal gruppo, esprimendo, in tal modo, la sua totale insofferenza verso queste nobili affermazioni e dimostrando una maleducazione estrema nei confronti del primo cittadino della capitale d’Italia.

TG1 Virginia Raggi riceve Anghela Merkel
Virginia Raggi riceve Anghela Merkel

Fatti del genere, avrebbero dovuto scatenare indignazione, sopratutto nei vertici istituzionali del nostro governo, ma ciò non è accaduto. Non una parola su tali fatti, non una condanna, non un gesto di solidarietà finora pervenuto. Se a qualcuno tutto questo sta bene, solo perchè il destinatario di tali atteggiamenti, di estrema superficialità e maleducazione, si chiama Virginia Raggi e milita nella schiera del Movimento 5 Stelle, vi dico vergognatevi, non siete degni di chiamarvi Italiani con la I maiuscola e in particolar modo voglio dire Vergogna al direttore del TG1 Mario Orfeo, che ha interrotto un momento, così alto per il nostro paese, per trasmettere alcuni spot pubblicitari. Seguendo l’invito di Beppe Grillo e di altri esponenti del Movimento 5 Stelle, ho promosso l’hashtag lanciato ieri #LicenziareOrfeo, lanciando una petizione su Change, per chiedere, ai vertici di Viale Mazzini, il licenziamento del direttore del TG1 per i fatti accaduti ieri. clicca per firmare la petizione
Rinnovo la mia solidarietà a Virginia Raggi, elogiandola per il discorso di ieri, che ho provveduto a stampare su pergamena per appenderlo, in bella vista, affinchè i miei figli possano comprendere i veri valori che sono alla base dell’Unione Europea, quella che desidero gli venga consegnata dalla nostra generazione.

by Roberto Mottola @VoglioFatti

#IoStoConDiMaio – Lettera aperta a pennivendoli e cazzari

Ho sempre pensato che un giornalista dovrebbe ricercare e riportare la verità dei fatti. Il vero giornalista non mente, non manipola, attesta, informa e denuncia; l’esatto contrario di quello che fanno pennivendoli e cazzari

Sono disgustato dal modo con cui, alcuni giornalisti della stampa nazionale, anchorman di TG e conduttori di talk show, manipolano le informazioni al fine di screditare gli avversari politici dei loro padroni. A pennivendoli e cazzari, voglio ricordare che la categoria professionale a cui appartengono, adotta un codice di comportamento che, al pari del giuramento di Ippocrate per i medici, vincola a precisi doveri e a tenere un comportamento onorevole ogni qual volta si accingono a svolgere il loro lavoro.

L’attacco mediatico di ieri mattina contro di Luigi Di Maio, nella faccenda Marra, è l’ennesimo segnale che il partito di Renziloni è ormai alla frutta e per ottenere consenso ai danni degli avversari politici, utilizza, come è solito fare, i media di regime, giornali e TV di proprietà dei soliti noti, per lanciare attacchi al Movimento 5 Stelle. il PD è consapevole del fatto che la gestione scellerata e fallimentare del paese, portata avanti in questi ultimi tre anni di malgoverno, lo condurrà alla sconfitta e gli farà perdere, in un colpo solo, potere e poltrone.

Non avendo argomenti di merito per tirare acqua al suo mulino, il PD sta tentando, in tutti i modi, di screditare il Movimento 5 Stelle, unica forza politica che, da sola, può ottenere il consenso dal 40% degli elettori italiani, assicurandosi così la vittoria alle prossime elezioni politiche.

Ricordo, a questi pseudo professionisti dell’informazione, che è anche colpa loro se la classifica di Reporter Senza Frontiere, sulla libertà di stampa nel mondo, vede l’Italia al 77° posto, preceduta da Lesotho, Armenia, Nicaragua e Moldova.
classifica di Reporter Senza Frontiere, sulla libertà di stampa nel mondo

Voglio citare alcuni punti contenuti nel “Testo unico dei doveri del giornalista“, approvato l’8 luglio 1993 dal Consiglio Nazionale dell’Ordine dei giornalisti e dalla Federazione Nazionale della Stampa.

Articolo 1
Libertà d’informazione e di critica
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L’attività del giornalista, attraverso qualunque strumento di comunicazione svolta, si ispira alla libertà di espressione sancita dalla Costituzione italiana ed è regolata dall’articolo 2 della legge n. 69 del 3 febbraio 1963:

«È diritto insopprimibile dei giornalisti la libertà d’informazione e di critica, limitata dall’osservanza delle norme di legge dettate a tutela della personalità altrui ed è loro obbligo inderogabile il rispetto della verità sostanziale dei fatti, osservati sempre i doveri imposti dalla lealtà e dalla buona fede. Devono essere rettificate le notizie che risultino inesatte e riparati gli eventuali errori. Giornalisti e editori sono tenuti a rispettare il segreto professionale sulla fonte delle notizie, quando ciò sia richiesto dal carattere fiduciario di esse e a promuovere lo spirito di collaborazione tra colleghi, la cooperazione fra giornalisti e editori, e la fiducia tra la stampa e i lettori».

Articolo 2
Fondamenti deontologici
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Il giornalista:

  • Difende il diritto all’informazione e la libertà di opinione di ogni persona; per questo ricerca, raccoglie, elabora e diffonde con la maggiore accuratezza possibile ogni dato o notizia di pubblico interesse secondo la verità sostanziale dei fatti
  • Rispetta i diritti fondamentali delle persone e osserva le norme di legge poste a loro salvaguardia
  • Tutela la dignità del lavoro giornalistico e promuove la solidarietà fra colleghi attivandosi affinché la prestazione di ogni iscritto sia equamente retribuita
  • Accetta indicazioni e direttive soltanto dalle gerarchie redazionali, purché le disposizioni non siano contrarie alla legge professionale, al Contratto nazionale di lavoro e alla deontologia professionale
  • Non aderisce ad associazioni segrete o comunque in contrasto con l’articolo 18 della Costituzione né accetta privilegi, favori, incarichi, premi sotto qualsiasi forma (pagamenti, rimborsi spese, elargizioni, regali, vacanze e viaggi gratuiti) che possano condizionare la sua autonomia e la sua credibilità
  • Rispetta il prestigio e il decoro dell’Ordine e delle sue istituzioni e osserva le norme contenute nel Testo unico
  • Applica i principi deontologici nell’uso di tutti gli strumenti di comunicazione, compresi i social network
  • Cura l’aggiornamento professionale secondo gli obblighi della formazione continua

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Chiudo rivolgendomi a pennivendoli e cazzari, perchè sento il dovere di ricordare a tutti loro che manipolare i fatti, diffondere notizie false, o nascondere la verità, serve solo a gettare fango sull’intera categoria dei giornalisti, fatta di donne e uomini che, in alcuni casi, hanno dato la vita per documentare la verità dei fatti.

Cosimo CristinaCosimo Cristina – ucciso nel 1960
Mauro De MauroMauro De Mauro – scomparso nel 1970
Giovanni SpampinatoGiovanni Spampinato – ucciso nel 1972
Mauro RostagnoMauro Rostagno – ucciso nel 1972
Peppino ImpastatoPeppino Impastato – ucciso nel 1978
Giuseppe FavaGiuseppe Fava – ucciso nel 1984
Giancarlo SianiGiancarlo Siani – ucciso nel 1985
Carlo CasalegnoCarlo Casalegno – ucciso nel 1977
Walter TobagiWalter Tobagi – ucciso nel 1980
Ilaria-AlpiIlaria Alpi – uccisa nel 1994
Maria Grazia CutuliMaria Grazia Cutuli – uccisa nel 2001

 

by Roberto Mottola

Colorado – La legalizzazione produce una diminuzione del consumo della cannabis negli adolescenti

Lo stato del Colorado registra una notevole diminuzione del consumo di cannabis negli adolescenti dopo la legalizzazione.

Un altro caposaldo delle teorie proibizioniste smentito dai fatti: in Colorado, dove la cannabis è legale dal 2014, non solo i consumi tra i più giovani non sono aumentati, ma sono sensibilmente diminuiti. A certificarlo sono i numeri della ricerca nazionale su droga e salute pubblicata dal Dipartimento di Stato per la Salute e i Servizi Sociali degli Usa.

In Colorado i consumi di cannabis sono storicamente più alti rispetto alla media statunitense, ma nel 2015 hanno visto un sensibile calo del consumo nella classe di età tra i 12 e i 17 anni. Gli adolescenti che hanno consumato cannabis almeno una volta durante l’anno dopo la legalizzazione sono infatti passati dal 20,81% al 18,35%, con un calo del 2,46%. Mentre lo stesso dato nella media Usa è diminuito in maniera molto più blanda, passando dal 13,28% al 12,86%.

Di contro sono invece aumentati i consumi tra gli adulti. I cittadini del Colorado di età superiore ai 26 anni che hanno consumato marijuana almeno una volta durante l’anno sono passati dal 16,80% al 19,91%. Un aumento significativo, dovuto probabilmente alla curiosità di sperimentare almeno una volta la cannabis legale.

Tuttavia il dato più importante è sicuramente quello del calo tra gli adolescenti, visto che è tra di loro che il consumo di cannabis può essere maggiormente pericoloso visto che si tratta di ragazzini ancora in fase di formazione anche sotto il punto di vista celebrale.

Quello che la ricerca del Dipartimento americano non svela sono le ragioni di questa diminuzione dei consumi tra gli adolescenti. Secondo un articolo del New York Times questa tendenza potrebbe derivare dalla diminuzione del mercato illegale nello stato ed al passaggio ad un mercato regolamentato dove la vendita ai minori è vietata.

Altre ragioni potrebbero essere di carattere maggiormente culturale, come il lancio di campagne di prevenzione finalmente libere da pregiudizi e falsi miti e il minore effetto di attrazione che nei ragazzi più giovani può avere la cannabis dopo aver perso il “fascino del proibito”.

Colorado dopo legalizzazione diminuisce il consumo di cannabis

Elicotteri della Forestale – non possono volare, grazie Ministro Madia!

fermi gli elicotteri della Forestale. “Non sono in condizioni di volare”

Gli elicotteri della forestale ci sono, ben tre, pronti a volare su tutte le zone disastrate del Lazio e anche oltre. Come hanno già fatto ad agosto e a ottobre, per portare aiuti dall’alto, salvare vite umane, dare una mano agli allevatori con centinaa di capi di bestiame intrappolati nella neve, calando davanti alle stalle balle di fieno e altri beni.

Solo che quei tre elicotteri della Forestale dal 31 dicembre sono bloccati nel piccolo aeroporto di Rieti, perché esattamente dal giorno dopo è entrata in vigore la riforma Madia fortemente voluta dall’ex premier Renzi e ancora non c’è chiarezza sul passaggio di consegne e competenze dal Corpo Forestale (inopinatamente cancellato da quella sciagurata decisione del governo Renzi) ai Carabinieri e/o Vigili del fuoco.E anche gli esperti elicotteristi sono costretti a restare in caserma, poco oltre, a Cittareale, perchè non hanno mezzi da pilotare.

Assurdo, visto che quei tre elicotteri avevano garantito l’operatività con decine di interventi di soccorso nelle zone terremotate, anche a supporto delle squadre del Soccorso Alpino. E chissà quanto sarebbero preziosi anche in queste ore. Ma niente: bloccati dalla burocrazia e da una scellerata scelta a monte (disperdere il patrimonio della Forestale). Che poco o nulla ha fatto risparmiare allo Stato e che ora rischia invece di “costare” in vite umane.

Ma in queste ore in cui emerge chiaramente la necessità di portare dall’alto un aiuto nelle zone terremotate, arriva un’altra denuncia: “E’ assurdo che il corpo dei Vigili del fuoco ancora nel 2017 non sia dotato delle strumentazioni e del numero di piloti necessari per far volare di notte i propri elicotteri in caso di necessità di soccorso. E parliamo di quegli elicotteri che già il 24 agosto 2016 hanno dovuto attendere la luce per trasportare i Vigili nelle zone terremotate rimaste isolate. Quegli stessi elicotteri che anche ieri, non prima dell’alba, hanno trasportato i soccorritori all’hotel Rigopiano. I nostri Vigili, a 5 mesi dalle prime scosse sono in una situazione logistica surreale, con tende sepolte dalla neve, al freddo e con capi di vestiario e calzature non adatti a ghiaccio e neve, gli stessi che si usano negli incendi e mezzi da rottamare.”

Lo afferma Antonio Brizzi, segretario generale del Conapo, il sindacato autonomo dei Vigili del fuoco, che inoltre denuncia la gravissima situazione degli elicotteristi del soppresso corpo forestale, un patrimonio di esperienza e professionalità, dal primo gennaio di quest’anno tenuti fermi a Cittareale in attesa di chissà quali direttive degli alti dirigenti dei Vigili del fuoco, mentre l’Italia è in piena emergenza”.

fonte: Il Giornale d’Italia

Igor Traboni

Utilizzava il diritto di recesso per truffe on-line con Borse Taroccate

Truffava i venditori restituendo Borse Taroccate

Avvalendosi del “diritto di recesso” (una garanzia riconosciuta al consumatore, per gli acquisti conclusi in rete, con la quale l’acquirente può restituire un qualsiasi oggetto comprato sui siti di e-commerce, senza dover fornire spiegazioni), la signora Praepitcha Smatsorabudhuna, cittadina americana, acquistava, on-line, borse di lusso del valore di migliaia di dollari e sistematicamente, restituiva copie di borse Taroccate, “Made in China”, praticamente identiche alle borse acquistate. ricevendo indietro la somma pagata per l’acquisto.

La donna, di origine Thailandese e residente in Virginia, rivendeva su eBay gli oggetti originali, guadagnando, di volta in volta, dai 1000 ai 2000 dollari!

La quarantunenne Thailandese, aveva messo in piedi un affare che, nel tempo, ha fruttato centinaia di migliaia di dollari.
La signora Praepitcha, per nascondere le sue tracce, era solita utilizzare 16 diverse carte di credito. Si stima che la truffa sia stata perpetrata ai danni di 60 negozianti in 12 stati diversi.

Le borse taroccate erano perfettamente identiche alle originali, tanto ben fatte, che gli addetti ai magazzini non erano mai riusciti a distinguerle da quelle originali.

Il principale sito di e-commerce preso di mira dalla truffatrice, per mettere a segno i suoi colpi, era la catena T.J.Maxx e proprio uno dei dipendenti della catena, che era addetto al magazzino, a seguito delle continue restituzioni, si è insospettito ed ha pensato bene di effetture un controllo più approfondito; notato lo scambio, lo stesso dipendente ha avvertito la polizia che, a seguito di accurate indagini, ha finalmente svelato la truffa.

I poliziotti dopo aver identificato la donna, hanno proceduto alla perquisizione della sua abitazione, rinvenendo un totale di 572 borse, tra false e originali.

Condannata a 30 mesi di prigione, la donna ha dovuto pagare anche una multa di 400.000 dollari a copertura dei danni economici subiti dai vari negozi on-line da lei truffati.

Terremoto a Farindola, valanga sull’Hotel Rigopiano

Valanga sull’Hotel Rigopiano

“Sono tanti i morti!”. La dichiarazione è di Antonio Crocetta, capo del Soccorso alpino abruzzese, che ieri in serata si é messo in marcia, insieme ad altri soccorritori, per raggiungere l’Hotel Rigopiano (Gransasso Resort) a Farindola.

Antonio di Marco, presidente della Provincia di Pescara, ha postato su Facebook la seguente notizia: “Sono in salvo due persone, le stesse che avevano mandato il messaggio di aiuto. Ci sono parecchi feriti, ma non si sa ancora quanti sono ancora dispersi o addirittura morti. Certo che la struttura è stata presa in pieno dalla slavina, tanto che si è spostata di dieci metri”.



l’Hotel Rigopiano, incastonato tra le montagne della catena del Gran Sasso, occupa un grande edificio situato a 8 km dal Monte Carnicia. Si parla di una prima vittima, un uomo, già estratto dalle macerie. i soccorritori continuano a scavare con estrema difficoltà, mentre altri mezzi di soccorso dei Vigili del Fuoco e alcune ambulanze, sono bloccate a circa 9 chilometri dalla struttura. La grossa valanga, che ha travolto l’Hotel Rigopiano, è stata provocata delle scosse di terremoto avvenute ieri mattina.

Il personale del Rigopiano e molti dei clienti, sarebbero, da circa 24 ore, sommersi dalle macerie. A detta dei soccorritori, al momento, risultano circa 30 dispersi e si teme che il numero delle vittime sia destinato a salire nelle prossime ore.

Ritorno al Futuro con il Taxi Volante di Airbus!

Nel 2016, la società Airbus (Presidente Fabrice Brégier, con sede principale a Tolosa in Francia), ha lanciato la “Urban Air Mobility” (Taxi volante) progetto focalizzato sulla ricerca e sviluppo di soluzioni avanzate dedicate alla mobilità aerea nei centri urbani, con l’obiettivo di risolvere l’annoso problema leagato al traffico cittadino e al sempre più crescente dilemma legato all’inquinamento derivante dai gas di scarico dei veicoli, con l’ausilio di mezzi tecnologicamente avanzati e sostenibili.

Tom Enders, Chief Executive Officer (CEO) di “Airbus” ha dichiarato che, entro la fine del 2017, presenterà un prototipo di taxi volante con pilota automatico. Un mini velivolo che si sposterà nel cielo metropolitano, nella massima sicurezza. Questo innovativo mezzo di trasporto, è in fase di realizzazione nelle officine della stessa “Airbus”. Sfruttare la dimensione verticale dei contesti cittadini, oltre a sgravare il flusso di veicoli che circolano sulle strade, apporterà benefici economici in quanto renderà meno annose le spese, attualmente sostenute, per la realizzazione e manutenzione di strade, ponti e gallerie, che con l’avvento della mobilità aerea, andranno man mano a scomparire.
Dice Tom Enders: “Cento anni fa il trasporto pubblico in ambito urbano è andato sottoterra, oggi abbiamo le competenze tecnologiche per andare in alto. Al momento siamo in una fase sperimentale, ma stiamo valutando questa possibilità molto seriamente.

Tom Enders CEO di Airbus

I futuri progetti di “Airbus” sono legati alla guida di veicoli senza conducente, cioè del tutto autonomi e allo sviluppo di tecnologie basate sull’intelligenza artificiale. Lo scorso anno, “Airbus” ha annunciato una collaborazione con Uber, per la fornitura di elicotteri da impiegare nel servizio di “ride sharing”. Il progetto sarà varato in concomitanza del “Sundance Film Festival” che si terrà in Utah.

Che dire, se questo scenario è quello che si prospetta per il futuro prossimo, ben vengano la Airbus e i suoi taxi volanti.

by Roberto Mottola

links Urban Air mobility | AirBus

Allarme Meningite in Toscana… Chi ci guadagna?

In Toscana, regione guidata da una giunta di sinistra presieduta da Enrico Rossi (PD), viene registrata una preoccupante epidemia di meningite. Negli ultimi due anni, sono stati accertati 60 casi di meningite (del tipo C), con 13 morti e 750.000 cittadini vaccinati.

Andiamo per ordine:
A Firenze ha sede la Menarini Industrie Farmaceutiche Riunite.
Il gruppo Menarini, della famiglia Aleotti, possiede 15 stabilimenti produttivi: 2 centri a Firenze (Firenze-Sette Santi e Fienze-Scandicci), Pisa, Lomagna, Casaletto Lodigiano, L’Aquila, Badalona (Barcellona), Berlino, Dresda, Shannon, Topkapi – Istanbul, Wuhan (Cina), Giacarta, Kaluga (Russia), Città del Guatemala, che nel 2014 hanno prodotto 530.000.000 confezioni di medicinali, con un fatturato, relativo al solo anno 2015, di oltre 3,3 miliardi di euro.
a Settembre 2016: Il tribunale di Firenze condanna, in primo grado, a 10 anni e 6 mesi Lucia Aleotti e a 7 anni e 6 mesi Alberto Giovanni Aleotti, rispettivamente Presidente e Vicepresidente della Menarini, per i reati di corruzione, riciclaggio e frode fiscale. Alle condanne penali, si aggiunge il sequestro di 1,2 miliardi di euro alla stessa Menarini, disposto dalla procura di Firenze, infine, Lucia Aleotti dovrà risarcire la presidenza del Consiglio dei ministri, che si era costituita parte civile nei suoi confronti, con 100mila euro. Secondo gli inquirenti fiorentini, nell’arco di 26 anni (1984-2010) la Menarini avrebbe utilizzato società fittizie, al fine di acquistare principi attivi, così da far aumentare il prezzo finale dei farmaci, il tutto grazie a false fatturazioni.

Detto questo, cercheremo di capire cosa stia realmente accadendo in Toscana riguardo all’allarme meningite.

La cosa interessante è che la Menarini Farmaceutica, ha recentemente investito circa 100 milioni di euro per lo sviluppo di tecnologie atte a velocizzare i tempi di produzione dei vaccini, in particolare proprio quello per contrastare il virus della meningite (antimeningococcico).

Per realizzare ciò, viene creata una joint venture (VaxYnethic) tra la Menarini NewTech e la BiosYnth, quest’ultima, azienda di Rapolano Terme (SI), specializzata nella creazione di tecnologie utilizzate per produrre vaccini coniugati.
Finora, nessuno ha saputo spiegare come mai in Toscana “sembra” esserci un’epidemia di meningite, il “sembra” è d’obbligo, in quanto, fino ad oggi, non è mai stata “ufficialmente” dichiarata tale epidemia. Gianni Rezza, direttore del dipartimento malattie infettive dell’Istituto Superiore di Sanità, ha dichiarato che in Italia si verificano circa 1000 casi di infezione da meningite e solo il 10% degli individui colpiti dal virus, non sopravvive.

A fronte di queste dichiarazioni ufficiali, sembrerebbe che le notizie riguardanti l’allarme meningite, siano state amplificate ad arte, dai soliti pennivendoli e speaker di regime. Facendo due conti, si evince che non c’è mai stata un’escalation di infezioni da meningite, in Italia il numero totale dei casi di meningite, dovuti anche da batteri, virus, farmaci e funghi, è passato dai 1.479 casi del 2014, ai 1.815 del 2015 e ai 1.376 del 2016, quindi, al contrario di quanto sbandierato da TV e giornali, nel 2016 si riscontra una notevole diminuzione di infezioni rispetto al biennio 2014/2015, ad eccezione però della Toscana. Secondo l’Istituto Superiore di Sanità, nell’anno 2002 i casi di meningite in Toscana sono stati 22, di cui 3 da meningococco C. Nel 2004 sono stati invece 27 i casi, di cui 11 da meningococco C. Nel 2005 36 casi, di cui 17 da meningococco C e infine, nel 2015 i casi balzano a 31, di cui 26 provocati da meningococco C.

A questo punto viene da chiedersi: come mai, a differenza delle altre regioni, la Toscana registra un trend in crescita soprattutto nelle infezioni provocate dal ceppo batterico più pericoloso, il C?

Giovanni Rezza, direttore dell’Istituto di sanità, non se lo spiega: “Non si riesce a capire” dice Rezza, “perchè in Toscana, da Gennaio, si è osservato un incremento importante nei casi di meningite. Lo strano aumento delle infezioni, in un’area limitata della regione costituisce, senza dubbio, un fatto anomalo”.

Detto questo, mi salta in mente il più antico dei dubbi: “Chi ci guadagna in tutto questo?”

Analizziamo alcuni fatti: i vaccini usati in Italia per contrastare la meningite sono diversi

– Meninvact della Sanofi Pasteur MSD (ex)
– Menjugate della Novartis
– Meningitec della Nuron Biotech
– Nimenrix della Pfizer
– Menveo della GSK

Oltre alla Menarini di Firenze, a Siena, quindi semre in territorio Toscano, troviamo le sedi della Novartis Vaccines and Diagnostics, produttrice del vaccino Menjugate (meningoccico gruppo C coniugato) e della GlaxoSmithKline Vaccines produttrice del Menveo (meningococcico coniugato del gruppo A, C, W135 e Y).
Quindi, ai più maliziosi, verrebbe da pensare che l’epidemia di meningite in Toscana, per la Menarini, la Novartis, la GSK e la Pfizer sia stata una vera e propria manna del cielo.

Il motivo per cui oggi in Italia non si possono mettere in discussione i vaccini e i medici che sconsigliano la vaccinazione pediatrica ad ogni costo, rischiano di essere radiati dall’albo, è dovuto da un diktat partito da Washington. Dovete sapere che nel 2014, Sergio Pecorelli, all’epoca presidente dell’AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco) in un comunicato ufficiale dichiarava: la GHSA (Global Health Security Agenda) l’Agenda per la Sicurezza sanitaria globale, ha deciso che l’Italia, nel quinquennio 2014-2019, guiderà le strategie e le campagne vaccinali in tutto il mondo, questo per contrastare le campagne “anti vaccinazioni” dilaganti in Europa.

Ecco quindi spiegato il motivo della feroce campagna di accanimento, contro i medici che sconsigliano le vaccinazioni pediatriche. La campagna contro i medici obiettori ha raggiunto il culmine a Roma, dove il Presidente dell’Istituto Superiore di Sanità e il medico Walter Ricciardi, assieme alla Federazione Nazionale della Stampa Italiana hanno organizzato il corso gratuito: “Vaccini e Vaccinazioni, il ruolo dei media nella tutela della salute pubblica”, presentato al pari di un vademecum rivolto ai giornalisti che scrivono di salute, ma in realtà null’altro che un’indottrinamento pro vaccini. Basta guardare un qualsiasi programma televisivo sulla salute per capire che l’obiettivo prefissato è stato totalmente raggiunto. Tutto questo con il beneplacido della ministra della salute pubblica Beatrice Lorenzin che, anche se di medicina non ha alcuna competenza (avendo conseguito solo la maturità classica), prende decisioni di importanza vitale per la salute nostra e sopratutto dei nostri figli.

In conclusione, dopo aver letto i fatti citati e valutato le mie personalissime considerazioni, lascio ad ognuno di voi la domanda: “A COSA E’ SERVITO L’ALLARMISMO MENINGITE?”

by Roberto Mottola

Fonti:
ilsole24ore | ilsole24ore | lastampa.it | meteoweb.eu | repubblica.it

Maltempo e neve. La strage nei canili lager


di Paolo Bernini, M5S Camera

Per fortuna ci sono i volontari e le volontarie che sopperisco all’assenza dello Stato.

Questo week end sono stato bombardato di messaggi sul mio profilo Facebook, mail e telefonate da parte di cittadini e cittadine che mi chiedevano aiuto per l’emergenza freddo e neve che ha colpito soprattutto il sud italia.

Molti canili si sono trovati impreparati a fronteggiare questa ondata di maltempo poiché la maggior parte di queste strutture non è assolutamente a norma. Molte sono fatiscenti e alcune non hanno neanche le autorizzazioni sanitarie previste per legge. Molti di questi canili sono comunali ma gestiti da privati, quindi sono stati usati soldi pubblici per costruire strutture non a norma e se ne stanno spendendo tanti altri per dar in appalto la vita di questi cani a soggetti privati il cui unico interesse è il benessere del loro portafogli e non quello dei nostri amici a 4 zampe .

Le scene riprese con tablet e smartphone sono di cani che muoiono tra il freddo, la neve e l’incuria: cani con le zampe congelate attaccate al terreno. Tutto questo è vergognoso- oltre al configurasi del reato di maltrattamento degli animali c’è anche il danno erariale. Ma sembra che a nessuno interessi.

Sto girando tutta italia in questi canili che sono diventati delle carceri, in cui i cani entrano da cuccioli, crescono e muoiono lì dentro. Siamo nel 2017 l’Italia dovrebbe essere un Paese civile, ma così non è evidentemente. In Italia ci sono ancora questi problemi a causa dell’assenza di controlli.

Ho fatto interrogazioni a cui non mi è stata data risposta e sto usando il mio ruolo per dare voce a chi non ne ha, ma non sarebbe compito mio ma del Ministro della Salute che latita nel controllo e nell’applicazione della normativa sul benessere degli animali lasciando morire questi cani nel freddo di queste gabbie fatte per aumentare il conto in banca di persone senza scrupoli.