SMS solidali per i Terremotati? I fondi raccolti salvi per miracolo!

SMS solidali – Otto milioni di euro raccolti erano finiti su un conto MPS che stava per saltare!

SMS solidali – Quando il 22 dicembre scorso l’amministratore delegato del Monte dei Paschi di Siena, Marco Morelli, ha comunicato che era fallito l’aumento di capitale proposto al mercato dalla sua banca, in pochissime ore il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni ha convocato il consiglio dei ministri e ha fatto approvare il decreto da 20 miliardi di euro con cui è stata salvata la banca senese. Un fulmine. E non è stato il primo quando qualche istituto di credito ha lanciato il suo allarme.

Da una settimana decine di sindaci delle zone del terremoto avevano lanciato un allarme alle autorità prima guardando le previsioni del tempo, poi sentendo il freddo che mordeva e vedendo la neve che cadeva. Si è sgolato più volte anche Sergio Pirozzi, sindaco di Amatrice, che in condizioni drammatiche dal 24 agosto è lì a battersi come un leone per i suoi cittadini martoriati. Non è accaduto nulla. Tutti sordi, e quel che è accaduto lo vediamo in queste tragiche ore.

Per salvare Mps Gentiloni ha fatto una corsa da Usain Bolt. Per salvare dalla neve chi aveva già subito il dramma di questi mesi, nessuno si è mosso dalla sedia fino a quando la situazione non è precipitata. L’unica consolazione viene da un aspetto grottesco: salvando quei conti correnti, si è salvato anche qualcosina per i terremotati. Perché fra i tanti istituti possibili per raccogliere le generose donazioni degli italiani, la Protezione civile ha scelto proprio Mps. Su un conto corrente c’erano più di 8 milioni di bonifici. Se la banca senese fosse andata in bail in, si sarebbero persi tutti, così come sarebbero stati persi i fondi raccolti sempre presso Mps da Confindustria o dalla Regione Toscana e Anci Toscana. C’è stato il rischio grosso quindi di perdere i fondi delle donazioni degli italiani ai poveri terremotati. Per altro quei fondi devono ancora essere utilizzati, e sono congelati.

Di fronte a una obiettiva assenza dello Stato in un momento in cui c’erano bisogni drammatici, Gentiloni si è offeso per le polemiche politiche sulla evidente disorganizzazione e impreparazione dei soccorsi, chiedendo sobrietà ai partiti e soprattutto agli avversari politici. Eppure i fatti plasticamente sono quelli, ed è ipocrita nascondersi dietro la generosità e l’incredibile impegno dei volontari che troppo spesso in questi mesi ha nascosto l’inefficienza e la lentezza della macchina pubblica.

e c’è qualcuno che ha peccato di sobrietà, è stato proprio l’esecutivo. Ha promesso quello che sapeva benissimo di non potere mantenere. Ha annunciato la consegna di soluzioni abitative, dicendo che ormai Amatrice aveva le sue casette quando laggiù c’erano quattro assi ancora da montare e solo per il 10% di quel che sarebbe servito. Ha annunciato la consegna dei container per mettere al riparo gli allevamenti in tempo prima che li distruggesse il rigore dell’inverno, e nei tre mesi successivi ne ha consegnati 2 sui 300 promessi. Chi doveva decidere in fretta, sapendo quel che sarebbe accaduto, non l’ha fatto. Il capo della protezione civile, Fabrizio Curcio, e il commissario per la ricostruzione, Vasco Errani, hanno fatto molti incontri, emanato decine di ordinanze e altrettante circolari, spesso contraddicendo dopo pochi giorni le regole appena scelte e impedendo a chi era anche da volontario sul territorio di fare il proprio lavoro avendo qualche certezza con cui muoversi ed operare.

Non sono opinioni politiche, queste. Il 17 gennaio i presidenti di tutti gli ordini professionali delle Marche e di tutte le province hanno firmato un comunicato stampa-appello ad Errani che ha toni drammatici e forse più di ogni altra cosa testimonia la confusione che è regnata sovrana. Il comunicato-appello iniziava così: “I tre Ordini e Collegi Professionali Tecnici delle Marche impegnati dopo il Sisma del 2016 da oltre quattro mesi nelle attività di supporto e di sostegno alle popolazioni colpite dai tragici eventi, chiedono un incontro urgente con il Commissario Governativo Vasco Errani. Il fine è quello di analizzare congiuntamente le criticità rilevate in queste prime attività di ricostruzione che coincidono, sostanzialmente, con le operazioni di rilievo delle agibilità e della valutazione del danno”.

Poi spiegava il motivo di quell’incontro: “I sottoscritti Presidenti portano a conoscenza il Commissario e le popolazioni interessate che le mutate condizioni intervenute con le recenti Ordinanze, hanno generato notevole confusione sulla tempistica, sui modi e sui contenuti della ricostruzione stessa, il tutto in una situazione già grave dove sussiste ancora la necessità di procedere ai rilievi di agibilità. Questa situazione non è più sostenibile! Non si può, infatti, contemporaneamente ricostruire e, nel frattempo, rilevare il danno. In tempo di emergenza, questa continua emanazione di norme ha generato nella popolazione e nei tecnici stessi confusione ed incertezza, tant’è che al momento, i professionisti non stanno presentando alcun progetto, neanche per la ricostruzione leggera”. I 6 mila tecnici marchigiani che hanno fin qui fatto i rilievo si rifiutano di proseguire il loro lavoro in queste condizioni. E la responsabilità di chi è?

Organizzazioni di volontariato presenti nella zona del sisma, hanno comunicato fin dalla fine del mese di ottobre alle autorità di avere a disposizione container utilizzabili sia per persone che per animali e di volerle mettere a disposizione dei terremotati. E’ stato risposto a loro “no, grazie”. Ci avrebbe pensato il governo, che voleva usare la via maestra della gara pubblica per le forniture, con tutti gli imprimatur degli organismi di vigilanza (Anac in testa) per non rischiare. Il risultato è che quel che poteva dare riparo prima dell’arrivo dell’inverno, non è stato dato. Il governo non ha consegnato i container-stalle, e gli allevatori stanno perdendo le loro bestie ogni giorno.

Mentre i sindaci di queste martoriate zone hanno bisogno di lavorare su una emergenza continua e non di perdere il tempo in mille riunioni, correndo dietro alla burocrazia, da quegli incontri spesso inutili emerge una sola cosa: il terrore che hanno sia Curcio che Errani e i loro uomini di ricevere un avviso di garanzia per avere deciso in fretta una cosa piuttosto che un’altra. Sono preoccupati per se stessi assai più che per la gente che vive dramma ed emergenza. Vogliono mille bollini di legalità preventiva su ogni cosa che fanno, assediano Raffaele Cantone per avere ok che spesso non è nemmeno in grado di dare. Rivolgendosi ad ogni tipo di autorità in cerca di assoluzioni preventive che nessuno può dare, ricevono suggerimenti spesso contrastanti con le poche decisioni prese. E accade quello che ha scatenato la rabbia dei professionisti marchigiani.

fonte: L’imbeccata di Franco Bechis

Elicotteri della Forestale – non possono volare, grazie Ministro Madia!

fermi gli elicotteri della Forestale. “Non sono in condizioni di volare”

Gli elicotteri della forestale ci sono, ben tre, pronti a volare su tutte le zone disastrate del Lazio e anche oltre. Come hanno già fatto ad agosto e a ottobre, per portare aiuti dall’alto, salvare vite umane, dare una mano agli allevatori con centinaa di capi di bestiame intrappolati nella neve, calando davanti alle stalle balle di fieno e altri beni.

Solo che quei tre elicotteri della Forestale dal 31 dicembre sono bloccati nel piccolo aeroporto di Rieti, perché esattamente dal giorno dopo è entrata in vigore la riforma Madia fortemente voluta dall’ex premier Renzi e ancora non c’è chiarezza sul passaggio di consegne e competenze dal Corpo Forestale (inopinatamente cancellato da quella sciagurata decisione del governo Renzi) ai Carabinieri e/o Vigili del fuoco.E anche gli esperti elicotteristi sono costretti a restare in caserma, poco oltre, a Cittareale, perchè non hanno mezzi da pilotare.

Assurdo, visto che quei tre elicotteri avevano garantito l’operatività con decine di interventi di soccorso nelle zone terremotate, anche a supporto delle squadre del Soccorso Alpino. E chissà quanto sarebbero preziosi anche in queste ore. Ma niente: bloccati dalla burocrazia e da una scellerata scelta a monte (disperdere il patrimonio della Forestale). Che poco o nulla ha fatto risparmiare allo Stato e che ora rischia invece di “costare” in vite umane.

Ma in queste ore in cui emerge chiaramente la necessità di portare dall’alto un aiuto nelle zone terremotate, arriva un’altra denuncia: “E’ assurdo che il corpo dei Vigili del fuoco ancora nel 2017 non sia dotato delle strumentazioni e del numero di piloti necessari per far volare di notte i propri elicotteri in caso di necessità di soccorso. E parliamo di quegli elicotteri che già il 24 agosto 2016 hanno dovuto attendere la luce per trasportare i Vigili nelle zone terremotate rimaste isolate. Quegli stessi elicotteri che anche ieri, non prima dell’alba, hanno trasportato i soccorritori all’hotel Rigopiano. I nostri Vigili, a 5 mesi dalle prime scosse sono in una situazione logistica surreale, con tende sepolte dalla neve, al freddo e con capi di vestiario e calzature non adatti a ghiaccio e neve, gli stessi che si usano negli incendi e mezzi da rottamare.”

Lo afferma Antonio Brizzi, segretario generale del Conapo, il sindacato autonomo dei Vigili del fuoco, che inoltre denuncia la gravissima situazione degli elicotteristi del soppresso corpo forestale, un patrimonio di esperienza e professionalità, dal primo gennaio di quest’anno tenuti fermi a Cittareale in attesa di chissà quali direttive degli alti dirigenti dei Vigili del fuoco, mentre l’Italia è in piena emergenza”.

fonte: Il Giornale d’Italia

Igor Traboni

ATTENZIONE Il Gruppo Monti è pronto per affibbiarci nuove tasse!!

Sapete che cosa sta facendo il nostro ex, ex, ex, ex premier, fondatore di “Scelta Civica” Mario Monti? Ebbene dal 2014, il professore in loden, è a capo di una task-force dell’Unione Europea denominata “High-level Group on Own Resources” o più semplicemente “Gruppo Monti” che ha come obiettivo quello di trovare nuovi modi per tassare i cittadini europei! E chi meglio di lui poteva farlo?

Il gruppo Monti è una squadra composta da 10 personaggi politici, ecco i nomi:

  • Mario Monti (Italia)
  • Guy Verhofstadt (Belgio)
  • Ivailo Kalfin (Bulgaria)
  • Alain Lamassoure (Francia)
  • Daniel Daianu (Romania)
  • Clemens Fuest (Germania)
  • Ingrida Šimonyté (Lituania)
  • Kristalina Georgieva (Bulgaria)
  • Pierre Moscovici (Francia)
  • Frans Timmermans (Olanda)

Insomma una bella squadra di mastini ultra europeisti, il loro compito ufficiale è quello di mettere mano al bilancio della UE per far quadrare i conti.

In questi ultimi due anni, il Gruppo Monti ha stilato un rapporto in cui si spiega come fare per razionalizzare le risorse con cui Bruxelles si finanzia e dopo due anni di lavori, adesso sono pronti per entrare in azione. Ma perché proprio ora? Semplice! avete dimenticato la Brexit? Considerando il fatto che, quando gli inglesi se ne andranno definitivamente, alle casse della UE verranno a mancare circa 6 miliardi di Euro, secondo voi dove prenderanno questi soldi?

Ad oggi l’ottanta per cento del denaro con cui si finanzia l’Unione Eurpea, viene dai contributi degli Stati Membri, se questi contributi vengono a mancare, o servono più soldi, come fanno a finanziarsi?

La versione ufficiale è che non ci saranno nuove tasse per i contribuenti europei, voi ci credete ad una balla del genere?

gruppo monti

Il caro Mario Monti, si sa, perde il pelo ma non il vizio; dovunque lo mettano lui tassa! E’ più forte di lui, bisogna capirlo. Nel rapporto del suo gruppo si parla di una serie di nuove misure fiscali, tra le quali una tassa sull’energia elettrica e un prelievo sulla benzina, sì, proprio come aveva suggerito il ministro delle finanze tedesco Wolfgang Schäuble, una bella tassa sul carburante per coprire i costi dell’emergenza immigrazione e non è finita quì, si pensa anche a una tassa sul carbone e soprattutto a un aumento delle imposte sul valore aggiunto, immaginate che cosa vuol dire questo? Che potrebbe aumentare la quota di IVA girata dai vari stati membri a Bruxelles.

Ma il peggio deve ancora venire, non si tratta semplicemente di farci pagare altre tasse, dietro c’è un’idea di cui Monti ha già parlato a settembre al forum Ambrosetti, e cioè, siccome i singoli stati non gestiscono il loro debito pubblico come vuole Bruxelles, come soluzione si deve aumentare il budget dell’Unione Europea e conseguentemente diminuire il potere di spesa dei vari paesi.

Adottando le misure di cui sopra, a decidere le politiche economiche degli stati europei, saranno gli euro burocrati e finalmente il tanto agognato superstato europeo diventerà realtà! Prepariamoci ad aprire il portafogli e ringraziamo di tutto ciò l’amico d’Italia, il Professore Mario Monti.


Roberto Mottola

Utilizzava il diritto di recesso per truffe on-line con Borse Taroccate

Truffava i venditori restituendo Borse Taroccate

Avvalendosi del “diritto di recesso” (una garanzia riconosciuta al consumatore, per gli acquisti conclusi in rete, con la quale l’acquirente può restituire un qualsiasi oggetto comprato sui siti di e-commerce, senza dover fornire spiegazioni), la signora Praepitcha Smatsorabudhuna, cittadina americana, acquistava, on-line, borse di lusso del valore di migliaia di dollari e sistematicamente, restituiva copie di borse Taroccate, “Made in China”, praticamente identiche alle borse acquistate. ricevendo indietro la somma pagata per l’acquisto.

La donna, di origine Thailandese e residente in Virginia, rivendeva su eBay gli oggetti originali, guadagnando, di volta in volta, dai 1000 ai 2000 dollari!

La quarantunenne Thailandese, aveva messo in piedi un affare che, nel tempo, ha fruttato centinaia di migliaia di dollari.
La signora Praepitcha, per nascondere le sue tracce, era solita utilizzare 16 diverse carte di credito. Si stima che la truffa sia stata perpetrata ai danni di 60 negozianti in 12 stati diversi.

Le borse taroccate erano perfettamente identiche alle originali, tanto ben fatte, che gli addetti ai magazzini non erano mai riusciti a distinguerle da quelle originali.

Il principale sito di e-commerce preso di mira dalla truffatrice, per mettere a segno i suoi colpi, era la catena T.J.Maxx e proprio uno dei dipendenti della catena, che era addetto al magazzino, a seguito delle continue restituzioni, si è insospettito ed ha pensato bene di effetture un controllo più approfondito; notato lo scambio, lo stesso dipendente ha avvertito la polizia che, a seguito di accurate indagini, ha finalmente svelato la truffa.

I poliziotti dopo aver identificato la donna, hanno proceduto alla perquisizione della sua abitazione, rinvenendo un totale di 572 borse, tra false e originali.

Condannata a 30 mesi di prigione, la donna ha dovuto pagare anche una multa di 400.000 dollari a copertura dei danni economici subiti dai vari negozi on-line da lei truffati.

Terremoto a Farindola, valanga sull’Hotel Rigopiano

Valanga sull’Hotel Rigopiano

“Sono tanti i morti!”. La dichiarazione è di Antonio Crocetta, capo del Soccorso alpino abruzzese, che ieri in serata si é messo in marcia, insieme ad altri soccorritori, per raggiungere l’Hotel Rigopiano (Gransasso Resort) a Farindola.

Antonio di Marco, presidente della Provincia di Pescara, ha postato su Facebook la seguente notizia: “Sono in salvo due persone, le stesse che avevano mandato il messaggio di aiuto. Ci sono parecchi feriti, ma non si sa ancora quanti sono ancora dispersi o addirittura morti. Certo che la struttura è stata presa in pieno dalla slavina, tanto che si è spostata di dieci metri”.



l’Hotel Rigopiano, incastonato tra le montagne della catena del Gran Sasso, occupa un grande edificio situato a 8 km dal Monte Carnicia. Si parla di una prima vittima, un uomo, già estratto dalle macerie. i soccorritori continuano a scavare con estrema difficoltà, mentre altri mezzi di soccorso dei Vigili del Fuoco e alcune ambulanze, sono bloccate a circa 9 chilometri dalla struttura. La grossa valanga, che ha travolto l’Hotel Rigopiano, è stata provocata delle scosse di terremoto avvenute ieri mattina.

Il personale del Rigopiano e molti dei clienti, sarebbero, da circa 24 ore, sommersi dalle macerie. A detta dei soccorritori, al momento, risultano circa 30 dispersi e si teme che il numero delle vittime sia destinato a salire nelle prossime ore.

Ritorno al Futuro con il Taxi Volante di Airbus!

Nel 2016, la società Airbus (Presidente Fabrice Brégier, con sede principale a Tolosa in Francia), ha lanciato la “Urban Air Mobility” (Taxi volante) progetto focalizzato sulla ricerca e sviluppo di soluzioni avanzate dedicate alla mobilità aerea nei centri urbani, con l’obiettivo di risolvere l’annoso problema leagato al traffico cittadino e al sempre più crescente dilemma legato all’inquinamento derivante dai gas di scarico dei veicoli, con l’ausilio di mezzi tecnologicamente avanzati e sostenibili.

Tom Enders, Chief Executive Officer (CEO) di “Airbus” ha dichiarato che, entro la fine del 2017, presenterà un prototipo di taxi volante con pilota automatico. Un mini velivolo che si sposterà nel cielo metropolitano, nella massima sicurezza. Questo innovativo mezzo di trasporto, è in fase di realizzazione nelle officine della stessa “Airbus”. Sfruttare la dimensione verticale dei contesti cittadini, oltre a sgravare il flusso di veicoli che circolano sulle strade, apporterà benefici economici in quanto renderà meno annose le spese, attualmente sostenute, per la realizzazione e manutenzione di strade, ponti e gallerie, che con l’avvento della mobilità aerea, andranno man mano a scomparire.
Dice Tom Enders: “Cento anni fa il trasporto pubblico in ambito urbano è andato sottoterra, oggi abbiamo le competenze tecnologiche per andare in alto. Al momento siamo in una fase sperimentale, ma stiamo valutando questa possibilità molto seriamente.

Tom Enders CEO di Airbus

I futuri progetti di “Airbus” sono legati alla guida di veicoli senza conducente, cioè del tutto autonomi e allo sviluppo di tecnologie basate sull’intelligenza artificiale. Lo scorso anno, “Airbus” ha annunciato una collaborazione con Uber, per la fornitura di elicotteri da impiegare nel servizio di “ride sharing”. Il progetto sarà varato in concomitanza del “Sundance Film Festival” che si terrà in Utah.

Che dire, se questo scenario è quello che si prospetta per il futuro prossimo, ben vengano la Airbus e i suoi taxi volanti.

by Roberto Mottola

links Urban Air mobility | AirBus

Allarme Meningite in Toscana… Chi ci guadagna?

In Toscana, regione guidata da una giunta di sinistra presieduta da Enrico Rossi (PD), viene registrata una preoccupante epidemia di meningite. Negli ultimi due anni, sono stati accertati 60 casi di meningite (del tipo C), con 13 morti e 750.000 cittadini vaccinati.

Andiamo per ordine:
A Firenze ha sede la Menarini Industrie Farmaceutiche Riunite.
Il gruppo Menarini, della famiglia Aleotti, possiede 15 stabilimenti produttivi: 2 centri a Firenze (Firenze-Sette Santi e Fienze-Scandicci), Pisa, Lomagna, Casaletto Lodigiano, L’Aquila, Badalona (Barcellona), Berlino, Dresda, Shannon, Topkapi – Istanbul, Wuhan (Cina), Giacarta, Kaluga (Russia), Città del Guatemala, che nel 2014 hanno prodotto 530.000.000 confezioni di medicinali, con un fatturato, relativo al solo anno 2015, di oltre 3,3 miliardi di euro.
a Settembre 2016: Il tribunale di Firenze condanna, in primo grado, a 10 anni e 6 mesi Lucia Aleotti e a 7 anni e 6 mesi Alberto Giovanni Aleotti, rispettivamente Presidente e Vicepresidente della Menarini, per i reati di corruzione, riciclaggio e frode fiscale. Alle condanne penali, si aggiunge il sequestro di 1,2 miliardi di euro alla stessa Menarini, disposto dalla procura di Firenze, infine, Lucia Aleotti dovrà risarcire la presidenza del Consiglio dei ministri, che si era costituita parte civile nei suoi confronti, con 100mila euro. Secondo gli inquirenti fiorentini, nell’arco di 26 anni (1984-2010) la Menarini avrebbe utilizzato società fittizie, al fine di acquistare principi attivi, così da far aumentare il prezzo finale dei farmaci, il tutto grazie a false fatturazioni.

Detto questo, cercheremo di capire cosa stia realmente accadendo in Toscana riguardo all’allarme meningite.

La cosa interessante è che la Menarini Farmaceutica, ha recentemente investito circa 100 milioni di euro per lo sviluppo di tecnologie atte a velocizzare i tempi di produzione dei vaccini, in particolare proprio quello per contrastare il virus della meningite (antimeningococcico).

Per realizzare ciò, viene creata una joint venture (VaxYnethic) tra la Menarini NewTech e la BiosYnth, quest’ultima, azienda di Rapolano Terme (SI), specializzata nella creazione di tecnologie utilizzate per produrre vaccini coniugati.
Finora, nessuno ha saputo spiegare come mai in Toscana “sembra” esserci un’epidemia di meningite, il “sembra” è d’obbligo, in quanto, fino ad oggi, non è mai stata “ufficialmente” dichiarata tale epidemia. Gianni Rezza, direttore del dipartimento malattie infettive dell’Istituto Superiore di Sanità, ha dichiarato che in Italia si verificano circa 1000 casi di infezione da meningite e solo il 10% degli individui colpiti dal virus, non sopravvive.

A fronte di queste dichiarazioni ufficiali, sembrerebbe che le notizie riguardanti l’allarme meningite, siano state amplificate ad arte, dai soliti pennivendoli e speaker di regime. Facendo due conti, si evince che non c’è mai stata un’escalation di infezioni da meningite, in Italia il numero totale dei casi di meningite, dovuti anche da batteri, virus, farmaci e funghi, è passato dai 1.479 casi del 2014, ai 1.815 del 2015 e ai 1.376 del 2016, quindi, al contrario di quanto sbandierato da TV e giornali, nel 2016 si riscontra una notevole diminuzione di infezioni rispetto al biennio 2014/2015, ad eccezione però della Toscana. Secondo l’Istituto Superiore di Sanità, nell’anno 2002 i casi di meningite in Toscana sono stati 22, di cui 3 da meningococco C. Nel 2004 sono stati invece 27 i casi, di cui 11 da meningococco C. Nel 2005 36 casi, di cui 17 da meningococco C e infine, nel 2015 i casi balzano a 31, di cui 26 provocati da meningococco C.

A questo punto viene da chiedersi: come mai, a differenza delle altre regioni, la Toscana registra un trend in crescita soprattutto nelle infezioni provocate dal ceppo batterico più pericoloso, il C?

Giovanni Rezza, direttore dell’Istituto di sanità, non se lo spiega: “Non si riesce a capire” dice Rezza, “perchè in Toscana, da Gennaio, si è osservato un incremento importante nei casi di meningite. Lo strano aumento delle infezioni, in un’area limitata della regione costituisce, senza dubbio, un fatto anomalo”.

Detto questo, mi salta in mente il più antico dei dubbi: “Chi ci guadagna in tutto questo?”

Analizziamo alcuni fatti: i vaccini usati in Italia per contrastare la meningite sono diversi

– Meninvact della Sanofi Pasteur MSD (ex)
– Menjugate della Novartis
– Meningitec della Nuron Biotech
– Nimenrix della Pfizer
– Menveo della GSK

Oltre alla Menarini di Firenze, a Siena, quindi semre in territorio Toscano, troviamo le sedi della Novartis Vaccines and Diagnostics, produttrice del vaccino Menjugate (meningoccico gruppo C coniugato) e della GlaxoSmithKline Vaccines produttrice del Menveo (meningococcico coniugato del gruppo A, C, W135 e Y).
Quindi, ai più maliziosi, verrebbe da pensare che l’epidemia di meningite in Toscana, per la Menarini, la Novartis, la GSK e la Pfizer sia stata una vera e propria manna del cielo.

Il motivo per cui oggi in Italia non si possono mettere in discussione i vaccini e i medici che sconsigliano la vaccinazione pediatrica ad ogni costo, rischiano di essere radiati dall’albo, è dovuto da un diktat partito da Washington. Dovete sapere che nel 2014, Sergio Pecorelli, all’epoca presidente dell’AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco) in un comunicato ufficiale dichiarava: la GHSA (Global Health Security Agenda) l’Agenda per la Sicurezza sanitaria globale, ha deciso che l’Italia, nel quinquennio 2014-2019, guiderà le strategie e le campagne vaccinali in tutto il mondo, questo per contrastare le campagne “anti vaccinazioni” dilaganti in Europa.

Ecco quindi spiegato il motivo della feroce campagna di accanimento, contro i medici che sconsigliano le vaccinazioni pediatriche. La campagna contro i medici obiettori ha raggiunto il culmine a Roma, dove il Presidente dell’Istituto Superiore di Sanità e il medico Walter Ricciardi, assieme alla Federazione Nazionale della Stampa Italiana hanno organizzato il corso gratuito: “Vaccini e Vaccinazioni, il ruolo dei media nella tutela della salute pubblica”, presentato al pari di un vademecum rivolto ai giornalisti che scrivono di salute, ma in realtà null’altro che un’indottrinamento pro vaccini. Basta guardare un qualsiasi programma televisivo sulla salute per capire che l’obiettivo prefissato è stato totalmente raggiunto. Tutto questo con il beneplacido della ministra della salute pubblica Beatrice Lorenzin che, anche se di medicina non ha alcuna competenza (avendo conseguito solo la maturità classica), prende decisioni di importanza vitale per la salute nostra e sopratutto dei nostri figli.

In conclusione, dopo aver letto i fatti citati e valutato le mie personalissime considerazioni, lascio ad ognuno di voi la domanda: “A COSA E’ SERVITO L’ALLARMISMO MENINGITE?”

by Roberto Mottola

Fonti:
ilsole24ore | ilsole24ore | lastampa.it | meteoweb.eu | repubblica.it

debitori insolventi MPS – Calenda: “Quella lista non va pubblicata!”

di Luigi di Maio, Vicepresidente del Consigio dei Ministri
Dal Corriere della Sera: “Il ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, dice no alla black list dei debitori, la lista delle aziende che hanno ottenuto e poi non restituito prestiti pesanti dalle banche finite poi in difficoltà, a partire dal Monte dei Paschi di Siena. Continua a leggere debitori insolventi MPS – Calenda: “Quella lista non va pubblicata!”

Maltempo e neve. La strage nei canili lager


di Paolo Bernini, M5S Camera

Per fortuna ci sono i volontari e le volontarie che sopperisco all’assenza dello Stato.

Questo week end sono stato bombardato di messaggi sul mio profilo Facebook, mail e telefonate da parte di cittadini e cittadine che mi chiedevano aiuto per l’emergenza freddo e neve che ha colpito soprattutto il sud italia.

Molti canili si sono trovati impreparati a fronteggiare questa ondata di maltempo poiché la maggior parte di queste strutture non è assolutamente a norma. Molte sono fatiscenti e alcune non hanno neanche le autorizzazioni sanitarie previste per legge. Molti di questi canili sono comunali ma gestiti da privati, quindi sono stati usati soldi pubblici per costruire strutture non a norma e se ne stanno spendendo tanti altri per dar in appalto la vita di questi cani a soggetti privati il cui unico interesse è il benessere del loro portafogli e non quello dei nostri amici a 4 zampe .

Le scene riprese con tablet e smartphone sono di cani che muoiono tra il freddo, la neve e l’incuria: cani con le zampe congelate attaccate al terreno. Tutto questo è vergognoso- oltre al configurasi del reato di maltrattamento degli animali c’è anche il danno erariale. Ma sembra che a nessuno interessi.

Sto girando tutta italia in questi canili che sono diventati delle carceri, in cui i cani entrano da cuccioli, crescono e muoiono lì dentro. Siamo nel 2017 l’Italia dovrebbe essere un Paese civile, ma così non è evidentemente. In Italia ci sono ancora questi problemi a causa dell’assenza di controlli.

Ho fatto interrogazioni a cui non mi è stata data risposta e sto usando il mio ruolo per dare voce a chi non ne ha, ma non sarebbe compito mio ma del Ministro della Salute che latita nel controllo e nell’applicazione della normativa sul benessere degli animali lasciando morire questi cani nel freddo di queste gabbie fatte per aumentare il conto in banca di persone senza scrupoli.

Basta! Non pago tasse nè multe dal 2008 e lo Stato deve anche risarcirmi….

Un imprenditore edile di Galta di Vigonovo (VE), ha dichiarato la totale indipendenza del suo territorio.

Maurizio Mescalchin, questo è il nome dell’imprenditore, non paga Tasse, Contributi, Ici e cartelle Equitalia dal lontano 2008.

Sulla sua proprietà, situata in via Pascoli, 45, completamente recintata e munita di telecamere di sorveglianza, ha piantato un cartellone sul quale si può leggere: “Territorio dello Stato Veneto”.

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